La maratoneta del vaccino

L’esempio di chi ne ha viste di tutti i colori
Nonna Livia - Foto da Fabebook - Enzo Costanza © www.giornaledibrescia.it
Nonna Livia - Foto da Fabebook - Enzo Costanza © www.giornaledibrescia.it
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Si è svegliata ben prima del suo gallo, e quando quell’impunito del re del pollaio si è messo a cantare lei era già sull’uscio di casa, alla sette e mezza la porta era chiusa a chiave e lei poteva iniziare la sua maratona. L’appuntamento che l’attendeva era del resto di quelli che lei ha sempre segnato con il cerchiolino rosso sul calendario. E c’è da scommetterci che nel corso dei suoi 86 nonna Livia non è mai arrivata in ritardo.

È quindi partita da Calitri, in provincia di Avellino, con destinazione Bisaccia. Meta l’ambulatorio dove ricevere il tanto atteso vaccino contro il Covid. I due paesi distano circa 15 chilometri, e, per non essere di peso a nessuno, nonna Livia ha deciso di percorrerli a piedi. Una conoscente vedendola per strada le ha offerto un passaggio, prontamente rifiutato. Passo lento ma inarrestabile, dopo quattro ore è arrivata a destinazione. Il lieto fine non è però dietro l’angolo (e neppure dopo molti faticosi chilometri), a nonna Livia è stato spiegato che non era quello il luogo dove avrebbe ricevuto il vaccino, bensì un altro poliambulatorio.

Stavolta però mi portate voi, ha detto con fermezza la donna. Nel tempo del lamento costante, del buonismo che si è scordato la bontà, del politicamente corretto che guarda alla forma mielosa ma non alla sostanza, nonna Livia, e gli strepitosi anziani come lei, restano il nostro punto di riferimento. La concretezza contro le chiacchiere (beceramente urlate sui social). Per uscire dalla pandemia ognuno (istituzioni in testa) deve fare la propria parte, noi però mettiamoci ordinatamente in cammino.

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