Olimpiadi, le ballerine della D Light di Gussago all’apertura dei giochi

A vent’anni dall’ultima performance «a cinque cerchi», Gussago torna a danzare alle Olimpiadi. Succede grazie a Diana Verona e alle altre quattro ballerine di Asd D.Light, associazione di danza con sede alle scuole medie del paese, scelte per prendere parte alla cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026.
A San Siro
«Oggi possiamo finalmente dirlo: il momento è arrivato», racconta Diana Verona, fondatrice della scuola. Venerdì sera, alle 20, le cinque danzatrici saranno in scena allo stadio San Siro di Milano, in diretta mondovisione, come protagoniste di uno dei quadri artistici della cerimonia, accanto all’attrice Matilda De Angelis. Non solo: avranno anche l’onore di fare da apripista alla performance di Mariah Carey. Un evento di portata storica, seguito da oltre 2 miliardi e 200 milioni di spettatori in tutto il mondo, con circa 80mila persone presenti sugli spalti dello stadio milanese.
La selezione è arrivata al termine di un lungo e rigoroso percorso nazionale che, la scorsa estate, ha coinvolto migliaia di candidati. A spuntarla sono state cinque ballerine di Asd D.Light: Diana Verona, Monica Arici, Roberta Cacciatore, Greta Bosio e Alessia Santantonio. Gussaghese è la scuola, così come gussaghesi sono la fondatrice, Diana Verona, e Monica Arici. Soddisfazione viene espressa anche dall’amministrazione comunale.
Orgoglio ed emozione
«Una società sportiva del nostro territorio selezionata per la cerimonia inaugurale dei Giochi Olimpici è qualcosa di cui essere orgogliosi» commenta il sindaco Giovanni Coccoli. «Per noi è un onore immenso poter rappresentare non solo il nostro percorso artistico – spiegano le ballerine – una realtà nata e cresciuta sul territorio che ha fatto della ricerca artistica, della qualità e della formazione il proprio cuore pulsante». Un’emozione che, per Diana Verona, ha anche il sapore del ritorno.
«È la mia seconda cerimonia olimpica: presi parte a Torino 2006, che segnò l’esordio della mia carriera. Allora l’esibizione era composta da 18 performer, il segmento di cui facevo parte si chiamava Simbolo di pace, coreografia di danza verticale con imbrago sospesa fino a 18 metri da terra. Insieme formavamo una colomba. Tornare oggi, con vent’anni di esperienza, ha un sapore completamente diverso e più profondo». L’esibizione resta top secret. «Alle 20 di venerdì mettete su Rai1: Gussago c’è».
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