Perse l’uso della gambe in un incidente, ora gareggia in moto

Alessia Tagliabue
La straordinaria storia di Nicolò Abbiatico, 18enne di Marcheno, che è in carrozzina dal 2023 in seguito ad una caduta mentre faceva downhill. Il suo obiettivo è l’automobilismo
Nicolò Abbiatico in sella alla sua moto - © www.giornaledibrescia.it
Nicolò Abbiatico in sella alla sua moto - © www.giornaledibrescia.it
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In tutte le vite esistono dei momenti in grado di cambiarne la traiettoria, spostandola da ciò che era prefissato e atteso in una direzione imprevedibile, spesso impervia. Il momento spartiacque della vita di Nicolò Abbiatico è stato il 24 aprile 2023. E, come racconta lui stesso, «per gran parte non me lo ricordo più. Ero in Maddalena con gli amici per fare downhill: ad un certo punto mi si è sganciata la scarpina, loro hanno continuato ed io mi sono fermato per sistemarla. Ho accelerato per raggiungerli e sono caduto: da lì diventa tutto buio».

Nicolò non ricorda più nulla del volo in elisoccorso fino al Civile, così come dei suoi genitori che arrivano in città da Marcheno e vengono avvertiti immediatamente che non potrà più tornare a camminare. La nebbia si dirada solo il giorno dopo, quando sveglio dopo l’operazione un medico gli conferma lo stesso verdetto: a 16 anni Nicolò ha perso l’uso del corpo dalla prima fascia addominale in giù. È mamma Francesca a ricordare la sua prima esclamazione, da sedicenne a un passo dalla patente del 125 che sogna l’Enduro: «Ma quindi non potrò più andare in moto come prima?».

Il percorso

Per guarire il corpo di Nicolò ci ha messo un anno: tra Civile, Poliambulanza, Domus e poi a Villa Beretta a Costa Masnaga, in provincia di Lecco, tra terapie, riabilitazione, e l’imparare a muoversi in una vita completamente cambiata, con sempre qualcuno tra mamma Francesca, papà Paolo e il fratello minore Angelo al suo fianco. «Mi hanno dimesso il 16 aprile, quasi un anno dopo, e da lì ho ricominciato».

I fratelli Abbiatico
I fratelli Abbiatico

Le scorribande con gli amici, pronti a sostenerlo fin dal primo giorno, la passione per il tiro al piattello, la pesca, e qualsiasi cosa possa essere pratica o creativa, e da settembre la scuola: dopo il diploma triennale all’Artigianelli preso qualche mese in ritardo in ospedale Nicolò si iscrive all’Ipsia di Gardone Valtrompia per arrivare alla maturità, in programma per quest’anno. A poco a poco, però, la passione per i motori si riaffaccia prepotente: Nicolò conosce Nicola Dutto, da 15 anni sulla sedia a rotelle e atleta reduce da prove come la Parigi Dakar. «Ho provato la sua motocicletta adattata, con un’imbragatura apposta nella quale devo essere infilato e che mi sostiene schiena e gambe. Abbiamo deciso poi di acquistarla, anche grazie al supporto di Ape Raccorderie, dove lavora mio papà. Prima sono diventato simpatizzante del Club Us Leonessa d’Italia, oggi sono tesserato Uisp tramite il Motoclub Darfo Boario Terme, il che mi permette di accedere a quasi tutti i circuiti italiani».

Foto di gruppo con il Club Us Leonessa d’Italia
Foto di gruppo con il Club Us Leonessa d’Italia

Verso l’automobilismo

Accelerando, saltando, a volte cadendo ma ricominciando sempre. Paura? «No, neanche un po’. Però tornare forte come prima penso sia impossibile, ci sono troppo pochi motociclisti in sedia a rotelle per creare una categoria ad hoc, e gareggiare con le persone normodotate è complicato». Una frustrazione che Nicolò ha già un piano per aggirare. «Il mio sogno sarebbe gareggiare con le quattro ruote. Era qualcosa che mi affascinava anche prima dell’incidente, anche se l’automobilismo costa. Avevo provato il go kart, ora avevo valutato l’idea delle salite, ma vorrei scendere in pista». Un’idea che potrebbe concretizzarsi: a dicembre Nicolò prenderà la patente dell’auto, «e ho già dei contatti nell’automobilismo. Con le quattro ruote penso che potrei davvero competere e dimostrare qualcosa in più».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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