Mirko, padre single lasciato in povertà da pandemia e separazione

Mezza vita da fabbro alle spalle, qualche anno come barman e due figli avuti a quasi dieci anni di distanza: la sua è una storia comune a tanti
I problemi per Mirko sono cominciati nel 2020 - Foto Unsplash © www.giornaledibrescia.it
I problemi per Mirko sono cominciati nel 2020 - Foto Unsplash © www.giornaledibrescia.it
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Ha meno di 50 anni Mirko. Mezza vita da fabbro alle spalle, qualche anno come barman e due figli avuti a quasi dieci anni di distanza. Un’esistenza abbastanza regolare, nella norma – con alti e bassi, certo, come per tutti – fino al 2020. «Non dimenticherò mai quell’anno, mi è crollato il mondo addosso». E il mondo è crollato davvero.

In pandemia

Per milioni di persone è venuto meno quello sociale, quello collettivo. I contatti, i baci, gli abbracci, le relazioni sono state messe in pausa. Ma oltre agli effetti della pandemia da coronavirus Mirko si è trovato anche a non avere più la terra sotto ai piedi. Alcune tensioni coniugali hanno sfilacciato la relazione matrimoniale e i mesi del lockdown non hanno fatto altro che procrastinare l’inevitabile. «Anzi, i rapporti si sono persino esacerbati».

Difficoltà crescenti

Così un giorno di novembre l’uomo è uscito da quella che era la sua casa per trovare una nuova sistemazione. Ed è cambiato tutto. Nuova casa, precaria. Nuove abitudini, difficili. Fino a questo punto quella di Mirko è una delle tante storie di genitori separati. Ma poi è arrivato uno spartiacque: il lavoro ha cominciato ad andar male, i risparmi sono finiti erosi dalle crescenti spese mensili. «La mia vita è cambiata completamente, prima ho iniziato a far fatica ad arrivare a fine mese, poi non riuscivo a fare tutta la spesa che avrei voluto. Dopo qualche settimana mi sono ritrovato a girare tra le mense di Brescia per un pranzo o una cena. Cercavo di non farmi vedere troppo spesso negli stessi luoghi. Mi vergognavo».

Sopravvivenza

Perché non c’è solo la difficoltà economica, gli effetti psicologici fanno persino più male e rischiano di essere devastanti. Non c’è più il sollievo di uno svago, niente più regali ai figli, neppure la spensieratezza di concedersi una giornata diversa all’insegna della gioia. È vita solo per la sopravvivenza. «Ho fatto fatica anche a parlare ai miei figli, a spiegare loro quanto la mia situazione fosse diventata difficile. Ho provato a dare loro tutto ciò che potevo e non far sentire il peso addosso a dei bambini. Non è stato facile, ma spero almeno di esserci riuscito».

Maggiore serenità

Oggi Mirko non fa più il fabbro e neppure il barman, ha ottenuto un contratto a tempo determinato come operaio non specializzato. Oggi riesce almeno ad affrontare le giornate con maggiore serenità. «Ma ancora adesso in un mese almeno sette, otto volte torno a mangiare in mensa. Riesco a risparmiare una cifra che per me è considerevole». Una storia comune a tanti, tantissimi, papà single: secondo Caritas circa la metà dei nuovi poveri è rappresentato proprio da padri separati. Sarebbero oltre 4 milioni in tutta Italia, di cui 800mila vivono sulla soglia di povertà.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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