Storie

Milo e Tina, gli ermellini mascotte delle Olimpiadi invernali

Ruggero Bontempi
Il nome latino è «Mustela erminea» ed è un animale diffuso sul territorio bresciano nelle valli del Parco dell’Adamello e del Parco Nazionale dello Stelvio
Milo e Tina le mascotte delle Olimpiadi invernali 2026
Milo e Tina le mascotte delle Olimpiadi invernali 2026
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I Giochi Olimpici e Paralimpici invernali di Milano Cortina che iniziano in questi giorni daranno ampia visibilità, oltre che ai numerosi atleti, anche a una specie importante della fauna alpina. Le mascotte ufficiali della kermesse sportiva sono infatti i due ermellini Milo e Tina. Quest’ultima, con il manto chiaro e il richiamo nel nome a Cortina, rappresenterà i Giochi Olimpici, mentre il suo fratellino dal manto bruno Milo, che rimanda alla città di Milano, sarà il testimonial dei Giochi Paralimpici.

L’ermellino (Mustela erminea) è un animale diffuso sul territorio bresciano anche nelle valli del Parco dell’Adamello e del Parco Nazionale dello Stelvio, non distanti dalle zone olimpiche di Bormio. La sua presenza è riscontrata a partire dall’orizzonte montano fino a quelli alpino e nivale, e si spinge anche in zone di altezza superiore a 3000 metri sul livello del mare.

L’aspetto

Il suo corpo ha una forma allungata e cilindrica, e nella stagione invernale mostra una livrea bianca con la sola eccezione della punta nera della coda, che ha una lunghezza pari a circa un terzo del resto del corpo, mentre le zampe cono corte. La punta della coda si mantiene nera per tutto l’anno e, assieme alle dimensioni maggiori, costituisce un elemento che permette di distinguere l’ermellino dalla più piccola donnola.

Nel corso dell’estate invece il mantello dell’ermellino sul dorso è di colore bruno-rossiccio sulla testa e sulla parte esterna delle zampe, e di colore bianco con sfumature crema sul ventre.

La caccia

La specie è territoriale, caccia sia di giorno sia di notte con predilezione per i micromammiferi e le arvicole in particolare, tuttavia nella sua dieta rientrano anche altri mammiferi, oltre a rettili, anfibi e insetti, nidiacei e piccoli uccelli che nidificano sul terreno.

I denti canini dell’ermellino sono lunghi e affilati e, assieme alla sua agilità e velocità, rappresentano un’arma fondamentale che gli consente di abbattere prede pari anche a cinque volte la sua stazza, tra le quali possono talvolta rientrare anche le lepri. La sua attività metabolica è molto elevata e lo costringe a consumare ogni giorno una quantità di cibo che raggiunge quasi la metà del suo peso corporeo. Del gruppo di animali dai quali difendersi fanno parte alcuni mustelidi, la volpe, l’aquila reale e altri uccelli rapaci.

Alla fine delle manifestazioni di Milano Cortina Milo e Tina torneranno nel silenzio degli ambienti e nelle condizioni che prediligono, facendo di tutto per non farsi notare, muovendosi tra le rocce e sotto la neve. Visibilità e mimetismo viaggiano su binari paralleli.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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