Michael Braga: «Per insegnare italiano ho fatto il giro del mondo»

Galeotto fu un viaggio in Russia. E dato che, dall’inizio della guerra in Ucraina, non si può più arrivare nella Federazione Russa con un normale volo, il viaggio diventa avventuroso e gli spostamenti creativi: così Michael Braga, che studia la lingua da diversi anni e lì ha amicizie consolidate, la scorsa estate da Danzica si è spostato in bus a Kaliningrad e da qui ha preso un volo per San Pietroburgo per percorrere il paese con la famosissima Transiberiana.
Ma come è complicato arrivare in Russia lo è anche uscire e così, per tornare in Italia, è passato dal Kazakistan. Ed è scoppiato un (altro, dopo quello con la lingua russa) amore.
Il lavoro
Dopo quei pochi giorni di soggiorno a settembre, a gennaio, il 32enne di Nuvolera ha avuto l’occasione di tornarci per lavorare: «Insegno italiano in una scuola superiore della capitale, Astana; professione che ho svolto anche in Italia – racconta –. Non mi aspettavo di tornare in Kazakistan così presto, ma è arrivata l’occasione e sono partito. Avevo tentato la stessa strada anche con la Russia, ma la burocrazia me lo ha impedito. Arrivare qui è stato meno complicato».
Il clima
La cosa che lo ha colpito maggiormente del paese è il clima: «A settembre avevo vissuto un’altra realtà – racconta –: ora siamo a metà marzo e siamo ancora sotto zero. Devo dire che non ho mai visto così tanta neve. Per quanto riguarda le temperature sono molto rigide, siamo arrivati anche a -42 con venti molto forti, ma pensavo avrei sofferto più. Ho scoperto che il mio punto più sensibile alle basse temperature sono le mani e che con questo clima rigido è necessario proteggere in particolare i piedi con calzature adeguate».
Il paese
Del paese sottolinea la straordinarietà della capitale, «una città moderna e futuristica, anche perché costruita negli anni Novanta, e cresciuta rapidamente». E aggiunge: «Le persone sono molto affabili: essendo un posto molto lontano e linguisticamente distante viene bollato subito come difficile, ma non è così. Se ci si mette in gioco e si cerca di conoscere luoghi e persone si scopre che ha molto da offrire: la natura è bellissima, ci sono grandi territori incontaminati e le attrazioni delle grandi città. È bellissimo vedere i ragazzi giocare a hockey sul fiume ghiacciato o lanciarsi sulla lastra brillante con i gommoni».
È bello pensare che a più di 5mila chilometri dall’Italia qualcuno insegni la lingua di Dante a degli adolescenti: «Nella mia scuola si imparano anche francese, turco e coreano. Qui io insegno anche fondamenti di economia di base in inglese». Nemmeno la lingua lo spaventa: «Qui si parla kazako, simile al turco, e il russo (viene usato come lingua per la comunicazione interetnica ndr) quindi non ho difficoltà».
Il futuro
«Non so cosa farò, a Natale mai avrei pensato di essere qui. Per ora so che scriverò un libro sul mio viaggio estivo in Russia e su come ho affrontato le varie difficoltà come gli spostamenti, i pagamenti, le telecomunicazioni. Mi piace diffondere la conoscenza di questa parte di mondo».
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