Mauro, «geppetto» bresciano che fa riscoprire i giochi di un tempo

Quando nonno Mauro ha iniziato a costruire giochi ecosostenibili in legno per suo nipote non avrebbe mai pensato che sarebbero potuti diventare qualcosa di più di un semplice hobby. Nonno Mauro, al secolo Mauro Gazzurelli, è di Bedizzole e costruisce per passione giochi in legno come quelli di una volta, utilizzando principalmente materiali di recupero.
Alle origini
L’avventura del «giocattolaio» Mauro ha preso il via da uno sgrana-pannocchie che Gazzurelli aveva ideato per una dimostrazione incentrata sul tema «dalla pannocchia alla polenta», per il mulino in pietra di Bedizzole. Allo sgrana-pannocchie ben presto si sono uniti uno schiaccianoci, in cui bisogna colpire al volo con un martello una noce che rotola giù per una discesa, e un gioco delle bottiglie dove, attraverso una sorta di canna da pesca con un cerchio all’estremità, bisogna essere abili ad infilare il collo delle bottiglie disposte sul tavolo da gioco.

In pandemia
Quelle che parevano dover restare delle ideazioni estemporanee sono però diventate qualcosa di più con l’avvento del Covid: «Chiusi in casa non volevamo che mio nipote passasse troppo tempo davanti alla televisione. Allora, per farlo divertire, ho costruito per lui altri giochi, fino ad arrivare a collezionarne una decina» racconta nonno Mauro. Sono nati così i vari flipper, sciupitì, groviere, svuota campo e gioco dell’equilibrio... tutti realizzati all’interno di un garage, con bancali recuperati e utilizzando utensili semplici. I giochi piacciono molto al nipote, ma attirano anche l’attenzione di amici grandi e piccoli così che Mauro, con l’aiuto del figlio Daniele, decide di ampliarne la gamma e iniziare a noleggiarli per feste e matrimoni.

Crescita esponenziale
Ad oggi si contano una quarantina di giochi dietro i quali si celano studio e abilità costruttiva. Il passaparola è incessante e ormai tutta la famiglia è coinvolta in quello che non è un semplice noleggio: «Facciamo assistenza attiva e spieghiamo come funzionano i giochi, perché vanno usati in una certa maniera, e questa cosa è molto apprezzata», spiega il figlio Daniele. Talmente alto è il gradimento che, nell’ultimo anno, gli eventi si sono triplicati passando da una ventina a circa sessanta, tra cui quelli al Museo Diocesano e al Castello di Padernello. Una mole di lavoro enorme, se si considera che i giochi sono in legno non trattato e quindi necessitano di grande manutenzione e pulizia. Tanta fatica non spaventa il team di nonno Mauro che, nel frattempo, sta studiando come coinvolgere anche i più piccini: «Stiamo costruendo margherite e lumache da spingere» raccontano, perché in fondo nonno Mauro incarna lo spirito di ogni nonno che pensa a tutti i suoi nipoti.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
@I bresciani siamo noi
Brescia la forte, Brescia la ferrea: volti, persone e storie nella Leonessa d’Italia.
