Matteo Bonomi, dai playoff in A2 con la Consoli al paradiso di Cuneo

Quel 23 marzo 2025 non potevano cominciare peggio i play off di A2 per Brescia, perché dopo pochi scambi, improvvisamente, lasciò il campo per un problema a una gamba Simone Tiberti. Non uno qualunque, ma il regista indiscusso del team, ritiratosi poi in estate a 45 anni dopo una brillantissima carriera e ora vice-allenatore della prima squadra.
Era gara-1 dei quarti, si era sul 4-5 nella sfida contro Acicastello, che nella stagione regolare aveva vinto tutte e due le partite contro la Consoli. Foschi presagi si addensarono sul San Filippo, piombato in un silenzio di gelo. Subito si è alzato dalla panchina Matteo Bonomi, che a breve compirà 20 anni, l’altro alzatore. Dopo pochi minuti ha timbrato l’ace del 7-6, riscaldando il pubblico, che da allora in poi ha accompagnato fino alla fine la prestazione del ragazzo con entusiasmo. E il punto che ha chiuso il match sul 3-0 è stato proprio propiziato da un’altra superba battuta di Bonomi, difesa male dagli avversari, per il 26-24 di Cominetti.

Stella nascente
Partite così ti cambiano la vita. Oggi Matteo afferma che un po’ se la sentiva. «Ricordo che quel giorno, a pranzo, ero con mio padre. Avvertivo sensazioni positive e qualcosa mi diceva che avrei fatto qualcosa di buono». Già altre volte Bonomi aveva sostituito Tiberti per acciacchi vari. Mai in una gara così importante. Netta si distinse la percezione, quel pomeriggio, che stava nascendo una stella, se non altro per la freddezza dimostrata in una situazione così delicata. «Mi aiutarono molto i compagni – ricorda –. Avvertii la loro fiducia e ogni giocata mi venne naturale».
La favola di Matteo prosegue. Brescia non ha conquistato la A1, ma Bonomi ci è arrivato, ironia nella sorta proprio con Cuneo, che poi ha vinto la finale play off con la Consoli. «In estate è maturata un’occasione favolosa – ricorda –, perché mi cercò il loro allenatore Matteo Battocchio, che mi conosceva bene. Assieme avevamo condiviso lo stesso percorso, lui da tecnico io da giocatore, nelle Nazionali giovanili».
La Superlega, per un ragazzo che gioca a pallavolo, è come la Nba per i cestisti, e cioè il massimo che c’è. «A quella richiesta impazzii di felicità e ancora oggi sono grato a Roberto Zambonardi che non pose veti alla mia partenza per incoraggiare il mio sogno». Lo coltivava da bambino, quando già in seconda elementare, sull’esempio della sorella, giocava a Ghedi, nella squadra del paese. Poi il passaggio a Montichiari, dove Matteo si è formato tecnicamente, diventando a soli 16 anni il regista della squadra nel campionato di serie B. «Fu Beppe Calzoni a formarmi nelle giovanili. Ricordo che a volte piangevo, perché ero distrutto dalla fatica degli allenamenti. Ma proprio grazie a quelli ho imparato tantissimo».

I sacrifici sono proseguiti col passaggio a Brescia nell’estate 2024, e con la necessità di conciliare gli studi con gli allenamenti. Alla fine Matteo è stato promosso su entrambi i fronti: ha conseguito la maturità scientifica e, grazie a quanto di buono ha fatto in A2, è arrivata la chiamata dal paradiso
Progressi
Matteo è andato a Cuneo per crescere ancora. «Un’esperienza lontano da casa, dove devi imparare a cavartela da solo, è formativa innanzitutto sul piano umano. Poi mi intrigava l’idea di allenarmi con campioni del calibro di Zaytsev e Baranowicz, perché con loro ogni giorno impari qualcosa, persino al bar, nell’ascoltare ciò che raccontano».
Bonomi si è guadagnato il proprio spazio, è entrato in campo una quindicina di volte e ha vissuto un’altra giornata di gloria come quella al San Filippo. È accaduto nel fondamentale scontro salvezza vinto lo scorso 10 gennaio contro Grottazzolina quando, sul 18-19 del secondo set (dopo che il primo era stato vinto dai piemontesi), è stato chiamato alla battuta. Una sua difesa ha consentito a Sedlacek di pareggiare, sono seguiti l’errore di Golzadeh e il 21-19 di Cattaneo: situazione ribaltata, 2-0 per Cuneo, poi in grado di aggiudicarsi anche l’ultimo parziale. Ancora una volta freddezza e determinazione in un momento topico del match, con gli applausi del pubblico per il suo giovane beniamino. Sì, è proprio nata una stella.
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