Manzoli si prende Ibiza: anche Bezos e DiCaprio a cena al suo Amalur

Rifugge i superlativi, scansa le celebrazioni e i facili complimenti, ma è indubbio a chi osserva i suoi successi da fuori che Francesco Manzoli da Brescia sia un fuoriclasse della ristorazione. Partito a 18 anni da Ospitaletto con destinazione Riccione (prima) e Formentera (poi), ha dato vita in un ventennio ad alcuni dei locali più significativi delle Baleari. Prima il Can Carlos, ora passato stabilmente nelle mani della sorella Silvia; poi il Can Carlitos, ceduto poco prima del Covid. Di seguito l’approdo a Ibiza, dove negli ultimi quattro anni ha ribaltato le sorti di Amalur e si appresta ad inaugurare la «succursale» Amalurino.
Dalle guide ai vip
Partiamo da Amalur, storica attività rimasta chiusa per tre anni e rilevata dal gruppo Pacha, che gliene ha affidato le sorti. Grazie all’intuito e al «tocco» di Manzoli in quattro anni è diventato il «place to be» ed è entrato di diritto nel radar di personalità e di vip. Basti dire che, a inizio agosto, a far sussultare le riviste di gossip è stato l’arrivo per cena dei neosposi Jeff Bezos e Lauren Sanchez, avvistati nel locale di Santa Gertrudis insieme a Leo DiCaprio e alla fidanzata (bresciana) Vittoria Ceretti.

Pettegolezzi che a Manzoli interessano poco: «Da noi i personaggi famosi non sono certo una rarità – dice senza scomporsi –. Credo che ci scelgano anche perché sanno che qui la loro privacy viene rispettata: nessuno chiede loro foto o si precipita a domandare un autografo».
Vero è che negli ultimi mesi la fama di Amalur è cresciuta in modo esponenziale: «Ci ha aiutati il fatto che siamo aperti tutto l’anno, anche grazie a un provvidenziale spazio coperto. Ci ha permesso di lavorare in tutte le stagioni, fidelizzando la clientela locale, fatta di famiglie abbienti che hanno scelto di trasferirsi sull’isola dopo la pandemia».
Non è stato però sempre tutto facile. «I primi anni mi sono maledetto – racconta –, per essermi imbarcato in questa impresa. Ibiza non è come Formentera: qui la competizione è altissima, la vita è frenetica e le sfide su un altro livello. È probabilmente il posto più difficile in cui sia mai stato. Per questo il mio obiettivo è essere la prima persona che ha replicato a Ibiza il successo raggiunto a Formentera».
Un traguardo che non sembra troppo lontano, se lo stesso Manzoli si sbilancia: «Fra due anni Amalur sarà una realtà consolidata ad Ibiza, cosa per niente facile e scontata». E aggiunge: «I primi risultati si vedranno l’anno prossimo, ma già nei mesi scorsi avevo capito che le cose stavano andando bene. Per questo abbiamo deciso di aprire Amalurino».
Nuovo nato
Il nuovo locale, un grande spazio a San Lorenzo, è stato progettato con la collaborazione dell’amica artista Ara Starck – figlia del celeberrimo Philippe – e la mano dell’architetto bresciano Paola Crescenti, che ha firmato tutti i locali di Manzoli. «È tutto pronto per l’inaugurazione di ottobre. Sarà un locale per famiglie, aperto dalla colazione a cena. Al suo interno ci sarà anche uno spazio realizzato appositamente per i bimbi, con grandi tavoli, libri, colori. È un concept del futuro, che guarda alle numerosissime famiglie, soprattutto nordeuropee, che ormai popolano l’isola».

E proprio la famiglia è al centro dei pensieri del ristoratore e ha spesso determinato il suo percorso professionale: «Nel 2012 – racconta – avevo trovato un locale a New York, ma l’arrivo della mia prima figlia mi ha fatto decidere di tornare a Brescia. Adesso ho quattro figli e gli anni più belli della mia vita li ho trascorsi con loro a Padenghe durante il Covid: mi sono goduto il lago, ma soprattutto la loro quotidiana presenza e quella di mia moglie Garance. È anche lei che devo ringraziare per il successo di questi anni: il suo supporto è stato e continua ad essere determinante».
Anche perché, racconta, il mondo della ristorazione oggi non è più quello di una volta e per eccellere non basta avere un talento in cucina: «A determinare il successo o l’insuccesso di un locale è un mix di fattori: dalla cucina all’atmosfera, dagli arredi al livello di ospitalità, dai prezzi alla location...». Ingredienti che il bresciano sa maneggiare con sapienza.

In agenda
Eppure nonostante i successi passati e quelli presenti, gli obiettivi di Manzoli restano ampi e ambiziosi. In primis il sogno Brescia, fallito per due volte. «Ho cercato di rilevare La Sosta nel 2021 e poi più di recente, ma l’operazione non è andata a buon fine. Ho un progetto ben preciso in testa e sono certo abbia un potenziale altissimo. Per me sarebbe anche una questione affettiva e di orgoglio».
E poi resta il desiderio, mai archiviato, di sbarcare a New York. «Continuo ad andarci due o tre volte l’anno per mantenere i contatti, però voglio aspettare che i miei figli crescano un pochino. Ma sono sicuro al cento per cento: prima di morire aprirò il mio ristorante a New York». E se lo dice lui non c’è da dubitarne.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

@Buongiorno Brescia
La newsletter del mattino, per iniziare la giornata sapendo che aria tira in città, provincia e non solo.