Manola Filippini e Maryem Henin, autiste di bus per lavoro (e passione)

Due storie al femminile a confronto: la prima è stata assunta nel 1996 e l’altra da pochi mesi. In comune hanno l’amore per questa professione
Maryem Henin e Manola Filippini
Maryem Henin e Manola Filippini
AA

Manola Filippini e Maryem Henin, due donne diverse con una passione e un lavoro in comune: sono autiste di autobus.

Quasi 55 anni, Manola Filippini è stata una delle prime donne assunte dall’allora sezione trasporti pubblici di Asm. La prima fu assunta nel 1979, ma quando Manola fece il concorso, nel 1994, le donne si contavano sulle dita di una mano, mentre gli uomini erano 350. «A quel concorso partecipammo in 70, ma i posti disponibili erano 18. Facemmo il corso e poi fummo assunte in circa 14 – ricorda –. Era un’iniziativa proprio riservata a noi donne, per un progetto legato alle pari opportunità».

Per lei, cresciuta a Bovezzo, che aveva da poco conseguito il diploma, quel concorso era un sogno: «Ho sempre avuto la passione per i motori, ereditata da mio padre, e a 18 anni non vedevo l’ora di fare la patente. Quando un ex compagno di scuola mi disse che c’era questa possibilità, nonostante avessi da poco iniziato a lavorare come impiegata, ci ho provato. Mai ci avevo pensato prima».

Un autobus di Brescia Trasporti
Un autobus di Brescia Trasporti

Assunta nel 1996, è sempre rimasta in azienda: nel 2005 ha partecipato ad un concorso interno passando all’ufficio manodopera e dal 2011 è responsabile dell’Ufficio movimento: «In azienda sono stata accolta bene; certo, c’era ancora qualcuno che aveva perplessità su noi donne, ma era una minoranza. La cosa bella è che mentre guidavo mi si avvicinavano i passeggeri, le donne soprattutto, per dirmi quanto fossero contenti di vedere una donna. «Quello alla guida – conclude – è stato un periodo davvero bello e, rispetto ad oggi, la gente era pure più educata, ci riconoscevano, ci salutavano e ci portavano caramelle e cioccolatini».

Il fascino della professione

«Di lavori ne ho provati tanti – barista, consulente, promoter, operaia –, ma quando ho saputo del concorso non ci ho pensato due volte: da sempre mi piace guidare e quando ero una ragazzina ero affascinata dagli autisti che scherzavano con noi ragazzi. Mi dicevo che doveva proprio essere un bel lavoro».

La passione che trasmette la 25enne Maryem Henin è percepibile dalla voce cristallina e allegra. Lei è nata in Egitto ed è arrivata a Gussago quando aveva due anni. In seguito ad un lutto in famiglia ha lasciato l’università e, dopo l’addestramento, la cosiddetta Academy di Brescia Mobilità, da 9 mesi guida l’autobus: «Sono felice, è il lavoro giusto per me – dice –: mi piace, il tempo alla guida mi passa velocemente e mi pare di non lavorare. In più gli orari, con i riposi e i turni, mi lasciano il giusto tempo libero». E sui rischi taglia corto: «Ogni lavoro ne ha». Poi aggiunge:«Mia madre era preoccupata che io lavorassi la sera tardi, ma ora, quando sale sull’autobus e ci sono io alla guida percepisco l’orgoglio; dice a colleghi e conoscenti che sono sua figlia».

Per quanto riguarda gli stereotipi di genere Maryem sottolinea che «più del fatto che io sia donna i passeggeri si stupiscono che io sia così giovane. Non lo vedono come un difetto, ma sottolineano il coraggio e la volontà di mettersi in gioco. E poi le donne mi dicono di sentirsi più al sicuro». E conclude: «Se il mio lavoro restasse così per i prossimi 40 anni sarebbe una meraviglia. Mi piace da impazzire».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Icona Newsletter

@Buongiorno Brescia

La newsletter del mattino, per iniziare la giornata sapendo che aria tira in città, provincia e non solo.

Suggeriti per te

Caricamento...
Caricamento...
Caricamento...