Johna Gussoni trasforma le sigarette elettroniche in quadri
Da rifiuto a bellezza, da scarto ad opera d’arte, da fonte di inquinamento a materiale d’origine di un processo creativo: è questo il progetto «From Terea to Art» lanciato un anno fa dal designer bresciano Johna Gussoni. Classe 1995, originario di Roncadelle e ora residente in città, Johna ha avuto per la prima volta l’idea di utilizzare gli stick di tabacco per realizzare opere d’arte sostenibili a settembre dello scorso anno. «È nato tutto per caso – ha raccontato – una sera, annoiato mentre prendevo appunti di lavoro, ho iniziato a colorare con la biro il cilindro dello stick di tabacco della sigaretta elettronica che avevo appena fumato: mi è sembrato un oggetto carino, e da lì ho iniziato a conservare quelli che scartavo pensando di realizzarci qualcosa».
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Dal guizzo al successo
Da sempre attento ai temi della sostenibilità ambientale e creativo per deformazione professionale, l’idea è nata molto rapidamente «tra qualche prova e qualche esperimento per capire come neutralizzare l’odore degli scarti»: prima usando gli stick degli amici e dei parenti per realizzare la prima opera, incollando gli stick verniciati a formare una fantasia geometrica, che postata su Instagram ha subito riscosso un sacco di successo. «L’idea è piaciuta molto, e da lì mi sono lanciato: mi sono documentato per vedere se qualcuno aveva già avuto questa idea e ho scoperto di essere stato il primo. Ora qualcuno già mi imita su TikTok citandomi come fonte d’ispirazione». Sette mesi fa è arrivata anche la prima proposta di esposizione in un locale in città durante una serata, poi imitato da altre attività in centro.

«Al momento ho dato nuova vita a 56mila mozziconi: me ne servono circa 4.500 a quadro per quelli di dimensione maggiore, e tutti arrivano da persone che conosco, amici di amici. Al momento a casa ho sacchi di stick pronti per essere trasformati».
Ma come funziona il processo che porta poi alle sue creazioni? «Parto da una griglia a computer, dove ogni casella corrisponde ad uno stick: mi piacciono composizioni astratte, ma ho sperimentato anche con colorazioni doppie nelle quali il colore del quadro dipendeva dal punto di osservazione». Dopo segue la disinfezione degli stick, la cui puzza viene neutralizzata con una soluzione di aceto bianco e bicarbonato, la verniciatura, la composizione su tavole di legno con colla vinilica e infine la resinatura, effettuata con resina o trasparente di carrozzeria, che va definitivamente a debellare l’odore oltre che a proteggere i mozziconi dagli agenti esterni. Il lavoro completo richiede circa 45 ore di lavorazione a quadro. «Ora lavoro su commissione: ricevo richieste e messaggi online anche dall’estero, come Lituania, Germania e Turchia. Il sogno nel cassetto? Realizzare un’esposizione tutta mia».
A questo, però, si affiancano vari progetti, tra cui quello della creazione di un sito internet per facilitare gli ordini e una collaborazione con Human Maple, start up modenese di riciclo di mozziconi. «Sono stato anche contattato da Iqos Italia, Svizzera, Emirati Arabi e Global – chiosato Johna – e abbiamo varie idee in fase di sviluppo: una collaborazione per creare una linea di dispositivi con mie grafiche e alcune opere da esporre in boutique». Due opere sono al momento esposte nella tabaccheria Rizzo di corso Zanardelli: qua chi vuole può lasciare i propri mozziconi in alcuni contenitori predisposti perché vengano utilizzati nelle opere di Johna.
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