La poppa della nave e l'abisso

Presto ci saranno ventenni nati e cresciuti nella crisi, che non sanno cosa significhino meritocrazia o percorsi lavorativi
La nave Italia affonderà trascinata dal peso di chi sta a poppa?
La nave Italia affonderà trascinata dal peso di chi sta a poppa?
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Avevamo appena smesso di parlarne. Nel vocabolario di (quasi) ogni italiano compare a ritmo accelerato come sinonimo della voce «terrore». Così è bastato risvegliarsi intontiti dallo choc epidemico per ritrovarsi a camminare in strada di nuovo avvolti da quella parola: crisi. Ed è più di una sostanza immateriale: è una sensazione, quella di milioni di italiani, da decenni in bilico sul filo della precarietà mentre sotto i piedi il circo Barnum sfila facendo pagare il biglietto.

Ne rappresenta stile e qualità della vita, innesca un cambiamento antropologico della società. Nel 2018 nasceva il governo giallo-verde, crollava il ponte Morandi a Genova e l’Italia finiva in ginocchio per il maltempo, ma scorreva il tramonto del decennio nero della Grande recessione e al confronto quell’anno profumava di boom economico. È bastato un soffio soffocato dalla mascherina per ritrovarsi indietro di 10 anni.

Presto ci saranno ventenni nati e cresciuti nella crisi, che non sanno cosa significhino meritocrazia o percorsi lavorativi. Perché a complicare le cose c’è il dna di un Paese ormai ereditario: nelle professioni e nelle rendite. Qualcuno dice che sia questa l’àncora di salvezza di un’Italia che così riesce a non affondare mai. A dirlo è di solito chi siede a prua, mentre il peso a poppa porta la nave negli abissi.

 

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