Si dice che la memoria sia affidata ai vecchi. Nel caso di Matteo Ghedi questo non vale: il 28enne di Nave, meccanico alle Industrie Saleri Italo di Lumezzane, è ormai da otto anni che tira fuori dal cilindro della storia aneddoti ed episodi, molto spesso inediti, avvenuti nel suo paese di origine, e non solo. Di recente Matteo, a capo dell’associazione culturale Museo parco delle Rimembranze e appassionato studioso del Tricolore, ha ricostruito la storia risorgimentale del Comune di Nave andando anche a cercare negli archivi del Museo del Risorgimento di Solferino e San Martino.
Tra i nomi di coloro che si arruolarono spuntano quelli di Giacomo Dossi, partito dal paesello a piedi, o su un carro, per entrare nel battaglione Brenta Bacchiglione e combattere in difesa di Venezia e quelli di Giovanni Vitelli e Marco Antonelli, entrati nella Divisione Lombardia affidata al comando del generale Perrone. Nomi che forse, ormai, agli abitanti di Nave non diranno più nulla vista la distanza temporale. Ma ancora oggi c’è più di una traccia di questi avvenimenti del 1849. «Nel marzo di quell’anno Brescia insorgeva contro gli occupanti austriaci e Nave non fu estranea al fatto - racconta il 28enne -, tant’è che qui, essendovi la produzione della carta, vennero stampati i manifesti rivoluzionari delle Dieci Giornate: il torchio tipografico era stato trasportato sotto a uno straccio in un carro da Brescia per opera di Giustacchini, il quale l’aveva collocato in casa Pilati, a San Rocco, per un periodo diventata tipografia clandestina».



