Gatti aggressivi, che soffiano contro chiunque entri in casa, impauriti a tal punto da stare rintanati sotto un mobile, che distruggono divani e sedie, urinano ovunque o miagolano incessantemente quando in famiglia arriva un bebè: sono solo alcune delle situazioni che si trova ad affrontare Genni Torriani, comportamentalista felina e volontaria. Lei entra nella casa messa in crisi dal «gatto indemoniato», per dirla col linguaggio della tv, ed esce quando il felino è diventato tranquillo e sereno.
«Tutto è iniziato per via della mia passione per gli animali - racconta la 39enne di Castrezzato -: facevo la volontaria nel canile rifugio di Brescia e gestivo la parte dedicata ai cani, poi, con una sostituzione al gattile è scoppiata la passione per i felini». Tanto grande da portarla ad approfondire: «Ho frequentato i corsi del Centro di cultura felina di Gorizia dove mi sono diplomata in comportamento felino e benessere etologico del gatto, contemporaneamente mi sono impegnata nel volontariato sul territorio».

E così, dopo tre anni di studio, nel 2018, Torriani è diventata consulente in comportamento felino e, nel 2016, è nato il «Progetto con i baffi», un gruppo aperto di appassionati che gestisce un gattile e una struttura zoofila con box e nursery a Castrezzato. Qui si accolgono gatte in gravidanza, cuccioli, animali adulti e si cerca loro una casa (un centinaio le adozioni ogni anno). Un lavoro che in queste settimane di nascite si fa ancora più intenso. Per questo l’appello di Genni, e di tutti i volontari che si occupano di gatti, è quello di sterilizzare gli animali che, durante i periodi del calore, possono anche procurarsi ferite gravissime durante i combattimenti.
La consulenza
Torriani lavora solo in casa perché il gatto non deve stressarsi e deve essere osservato nel suo habitat proprio per capire dove nasce il problema: «La prima cosa, quando entro in una casa nella quale qualcosa non va, è osservare come il felino si comporta e comunica - spiega -. Rivolgo, poi, domande ai proprietari e prescrivo una terapia comportamentale: per ogni situazione ci sono strategie da adottare come dove è meglio collocare il tiragraffi, la lettiera o la ciotola del cibo. A volte basta cambiare la disposizione per risolvere la criticità. Alcuni animali, poi, mangiano troppo, o distruggono la casa, perché si annoiano, altri non hanno avuto un imprinting corretto o insufficiente perché strappati troppo presto alla madre o abbandonati appena nati: in questo caso li si educa con il gioco».
La comportamentalista, poi, interviene per l’inserimento di un secondo gatto in casa, anche valutandone il carattere. «Mi piace aiutare - dice -. A livello personale mi dà tanto: è un sacrificio e non ci sono feste (Torriani è anche responsabile di un punto vendita), ma mi gratifica molto. Mi rende felice sistemare un gatto o far sì che una famiglia disperata risolva il problema e scelga di tenerlo. È una felicità».




