Storie

Il Bar della Piazza di Caionvico chiude dopo 95 anni: «Speriamo non sia un addio»

L’attività rischia di scomparire: Gabriella lascerà a giugno e per ora non c’è un successore
Nadia Lonati
Il Bar della Piazza a Caionvico - © www.giornaledibrescia.it
Il Bar della Piazza a Caionvico - © www.giornaledibrescia.it

Da quasi un secolo è un punto di ritrovo, nel quale chiacchierate più o meno lunghe si rincorrono tra i tavoli, tra una partita a carte ed un caffé sorseggiato davanti al quotidiano del giorno. Mentre intorno tutto è cambiato e i piccoli negozi di vicinato sovente hanno abbassato le serrande, lui è rimasto lì, affacciato sulla piazzetta del quartiere, sul via vai di persone, veicoli e rumori.

Ma ora anche per il Bar della Piazza, nel cuore di Caionvico, le luci potrebbero spegnersi, e con esse una storia lunga 95 anni.

«A giugno lascio - conferma la signora Gabriella, che da tre anni gestisce l’attività -, anche se la speranza è che si possa scongiurare la chiusura definitiva, e che qualcuno decida di subentrare, perché non venga meno una realtà che è appartenuta a varie generazioni, l’ultima postazione aggregativa rimasta, ad oggi, ancora aperta».

Il Bar della Piazza è frequentato da una clientela di diverse età, che si muove tra il bancone ed i tavoli, sui quali si possono leggere anche diversi giornali quotidiani. L’ampia stanza laterale ospita libri del sistema bibliotecario e spesso è stata utilizzata per mostre, per la presentazione di libri, per mercatini, ed iniziative varie.

Cambiamenti

«Purtroppo, in special modo negli ultimi quindici anni, risentendo anche della vicinanza ai centri commerciali e ai supermercati, i vari negozi di prossimità sono andati scomparendo, ma i punti di servizio ancora operativi aiutano a tenere attiva e coesa una comunità. Se questi vengono meno, cambia tutto».

Solo un paio di mesi fa c’era stata un’altra chiusura, quella del negozio «Calza a pennello», gestito da Giusy, sorella di Gabriella: «Come mia sorella - spiega Giusy - anch’io ho cessato l’attività per motivi famigliari, ma resta il dispiacere per la perdita di quello che, tra vendita di abbigliamento intimo, merceria e sartoria, era un servizio». Se chiudesse anche il Bar, l’unico punto di ritrovo rimarrebbe l’Oratorio:

«Il problema è purtroppo annoso - constata Alessandro Sassi, presidente del comitato di quartiere -: il cuore di Caionvico ha progressivamente perso le piccole realtà, speriamo che qualcuno possa far continuare almeno la storia del Bar. Intanto, come Cdq, ci siamo attivati per provare a portare un piccolo mercato settimanale, così che le persone, soprattutto gli anziani, possano avere un servizio».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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