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I 100 anni dell’enciclopedia Treccani, finanziata da un imprenditore bresciano

Camillo Facchini
Il progetto del filosofo Giovanni Gentile è stato realizzato grazie anche ai fondi del monteclarense
Il senatore bresciano Giovanni Treccani degli Alfieri, che nel 1925 fondo l'Enciclopedia italiana e ne fu presidente fino al 1933 -  © www.giornaledibrescia.it
Il senatore bresciano Giovanni Treccani degli Alfieri, che nel 1925 fondo l'Enciclopedia italiana e ne fu presidente fino al 1933 - © www.giornaledibrescia.it
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Era la fine del 1924, un secolo fa, quando il progetto di un’enciclopedia italiana, pensato dal filosofo Giovanni Gentile e dall’imprenditore di Montichiari Giovanni Treccani degli Alfieri (qualifica attribuita al nonno, insignito del titolo di alfiere comunale a Montichiari), stava per giungere a conclusione.

Due mesi più tardi, il 18 febbraio, a Roma verrà firmata la fondazione dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana. I trentacinque volumi della prima edizione usciranno tra il 1929 e il 1937, ponendosi come uno tra i migliori esempi d’impresa in ambito culturale dell’epoca diventando patrimonio delle biblioteche, ma anche sogno irrealizzato di famiglie e bravi studenti indigenti o sogno invece realizzato da numerosi istituti cui la famiglia Treccani aveva donato l’opera.

Si trattava di un progetto nel quale il filosofo Gentile (che era senatore ed era stato ministro dell’Educazione) credeva convintamente, nonostante mancassero tutte le risorse finanziarie che l’avevano portato a chiedere sostegno all’imprenditore di Montichiari.

La genesi

Giovanni Treccani venne così successivamente avvicinato dagli amici Bonaldo Stringher (primo governatore della Banca d’Italia) e Ferdinando Martini (senatore e ministro delle Colonie e della Pubblica Istruzione) che lo convinsero a finanziare l’enciclopedico progetto, dopo che l’imprenditore tessile di Montichiari ne aveva confermato l’indiscussa validità alla fine di un lungo soggiorno in Germania, in cui il giovane monteclarense, dotato di ampia visione, aveva scoperto, studiato e approfondito le telerie meccaniche, osservando allo stesso tempo come gli studenti tedeschi per il loro approfondimento facessero uso di dizionari ed enciclopedie, ma notando al contempo come in Italia mancasse un’enciclopedia nazionale.

L’imprenditore

La storia imprenditoriale di Giovanni Treccani ruota attorno a un curriculum professionale di spessore: diventa direttore del Lanificio Rossi di Schio, poi imprenditore tessile, è un generoso filantropo (i fratelli acquistano a Montichiari dalla Congregazione della carità un immobile, ma le 17.000 lire necessarie le mette Giovanni), acquista libri antichi che donerà allo Stato, sosterrà il Centro di studi manzoniani che conserva la parte più preziosa della biblioteca dello scrittore, con la Fondazione Treccani degli Alfieri, tra il 1953 e il 1966, pubblicherà la Storia di Milano dalle origini al primo quindicennio del Novecento. Nel 1960 diede vita a una fondazione per la storia di Brescia con la partecipazione di Banca San Paolo.

I volumi dell'Encicolpedia Treccani - © www.giornaledibrescia.it
I volumi dell'Encicolpedia Treccani - © www.giornaledibrescia.it

Treccani, uomo di relazioni, innovatore nella gestione dei processi culturali, affronta nel 1931 le difficoltà finanziarie emerse nella realizzazione dell’Enciclopedia Italiana convincendolo a costituire con gli editori Bestetti, Calogero Tumminelli e Fratelli Treves, la società Treves-Treccani-Tumminelli, poi Istituto dell’Enciclopedia Italiana, presieduta da Guglielmo Marconi con Treccani e Gentile (che sarà ucciso dal partigiano Bruno Fanciullacci a Firenze) vice presidenti.

Una volta pubblicata il senatore Mario Pedini, narrando dell’imprenditore monteclarense, scriverà “con l’Enciclopedia, pur in tempo di isolamento politico, di autarchia economica e rischio di nazionalismo culturale, la cultura italiana scopre un enciclopedismo illuminato «che le farà compiere un salto di qualità e di modernità aprendosi al confronto internazionale».

Il disinteressato mecenate bresciano (acquisterà la Bibbia di Bolso d’Este a Parigi per 3,6 milioni di franchi francesi investendo tutto il suo patrimonio finanziario), esautorato del titolo di senatore l’8 settembre 1943, ritorna a tempo pieno alla sua azienda tessile, alla famiglia e alle terre di Montichiari.

In una bella biografia scritta dall’architetto Genesio Beltrami Treccani (figlio di Giuseppe Beltrami storico corrispondente del Giornale di Brescia e discendente di Giovanni) si legge «Io non sono uomo di scienza, sono un industriale che ama gli studi e le ricerche scientifiche». La sua storia lo confermerà lasciando esempi che negli anni sono stati generosamente replicati dalle imprese bresciane.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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