«Chi “Vespa” mangia le mele». Iniziare con uno degli slogan più famosi della pubblicità è forse un po’ banale, ma è ideale per restituire la grandezza di ciò di cui stiamo parlando. Se dici «Vespa» a (quasi) tutti viene in mente quell’immagine con due mele, una intera e una morsicata, usata tra il 1969 e il 1970. Un simbolo ancora più forte di «dammi una special, l’estate che avanza», che di anni ne ha già comunque ventisette. Ogni generazione ha il suo emblema, ma tutti raccontano la stessa cosa: la forza di un’icona capace di attraversare il tempo. Segni tangibili della grandezza della Vespa, che il 23 aprile ha compiuto 80 anni.
La passione è forte anche sul territorio bresciano, dove il movimento vespistico è in continua crescita. In provincia ci sono nove club affiliati al Vespa Club Italia. Parliamo dei gruppi di Brescia, Chiari, Coccaglio, Malonno, Manerbio, Montichiari, Pisogne (Vespisti camuni), Salò e Sirmione.
A Manerbio
Il Vespa Club Manerbio è cresciuto molto negli ultimi anni, arrivando a circa 230 tesserati nel 2025. E quest’anno il club prevede di superare i 250 iscritti (quando è stato fondato nel 1999 i tesserati erano circa una ventina), grazie a un'accelerazione nelle adesioni che ha portato già nel primo bimestre a raggiungere il centinaio di soci. Manuel Anzoni, presidente del club, nota come l’aumento delle adesioni sia un fenomeno curioso, probabilmente legato al fenomeno per cui molti pensionati riscoprono la Vespa come simbolo della loro giovinezza.

«La gente ha proprio molta voglia di uscire, di partecipare, di girare in compagnia», afferma Anzoni. Oltre all'incremento dei tesserati, il club si distingue per il suo impegno nella preservazione dei modelli storici. «La crescente richiesta di modelli degli anni '70 e '80, la cui domanda ha fatto lievitare i prezzi negli ultimi anni», spiega Anzoni.
«Il modello più richiesto è proprio la Vespa 125 Primavera, e anche la versione più sportiva ET3 è molto gettonata. I collezionisti, invece, si orientano maggiormente verso i modelli degli anni ‘50, come la Vespa Faro Basso, che sono veri e propri pezzi da collezione. Mentre chi cerca una Vespa per fare turismo preferisce modelli più comodi come il PX, adatto per lunghe percorrenze. Ultimamente, però, c’è un crescente interesse da parte dei giovani per modelli più piccoli, come la 50 Special, che sono più maneggevoli. Tra le vespe dei nostri soci ce n’è una del 1948».
A Chiari
Il Vespa Club Chiari, con i suoi 350 tesserati, sta vivendo una un periodo di trasformazione. Il presidente Simone Ardolfi sottolinea il ricambio generazionale che ha portato sempre più persone sotto i 35 anni ad avvicinarsi alla Vespa.

Quest’anno, il club ha deciso di concentrarsi maggiormente sull’organizzazione di gite, che permettono ai soci di trascorrere una giornata insieme, unendo la passione per la Vespa alla scoperta di nuovi luoghi. Il club è anche molto attivo nel mondo sportivo, avendo conquistato il titolo di campioni italiani di regolarità 2025 e partecipato ai campionati italiani Audax e nel Campionato italiano rievocazioni storiche. Quest’anno, il club parteciperà ai Vespa World Days a Roma (dal 26 al 28 giugno), con una delegazione di 30 tesserati che festeggeranno insieme gli 80 anni della Vespa.
A Pisogne
Il Vespa Club Pisogne, fondato nel 2015, sta vivendo una forte espansione. Con 250 tesserati, il club si distingue per la sua forte vocazione sportiva, avendo organizzato eventi come il Campionato Europeo di Regolarità, che ha visto la partecipazione di oltre 400 vespisti provenienti da dieci paesi diversi.

«La Vespa è un’icona, un marchio che ha segnato la storia del nostro paese – afferma il presidente Nicola Giacomini –. Tra i nostri soci c'è un po' di tutto, sia Vespe storiche che moderne. La Vespa è ancora oggi lo scooter più venduto al mondo, il che attira anche chi non vuole affrontare le difficoltà di manutenzione dei modelli più datati. Tra i nostri associati ci sono molti possessori di Vespe moderne, ma anche tante Vespe degli anni '50, '60, '70, e le ET3 degli anni '80, che ora stanno diventando molto ricercate, con prezzi che, secondo me, sono diventati davvero assurdi, arrivando a 8-9 mila euro per un esemplare. Non posso dire che ci sia un modello in particolare che spicca, perché la Vespa è un'icona, un marchio made in Italy per l'eccellenza».
E sul fatto che per le strade si vedano sempre più Vespe, Giacomini spiega: «Io ho un detto: dico sempre che è una moda per tanti, ma una passione per pochi».
A Brescia
Il Vespa Club Brescia quest’anno è già arrivato a quota 380 soci. «Siamo un club molto numeroso ma non organizziamo raduni – spiega il presidente Paolo Fogliata –. Il movimento comunque è in crescita. Accogliamo Vespe sia moderne che storiche e abbiamo notato un interesse crescente anche per i modelli più recenti, come le Vespe automatiche».

Uno degli eventi principali per il Vespa Club Brescia è la 100 Miglia, una manifestazione che si tiene ogni due anni, durante la quale i soci percorrono il Lago di Garda in un tour che tocca tre laghi, un’esperienza unica che unisce turismo e passione per la Vespa. Il club accoglie equipaggi provenienti da tutta Italia, e la manifestazione è sempre un’occasione di grande aggregazione per i soci, che partono da Brescia e proseguono lungo la costa veronese, fino a raggiungere il Lago di Idro. La 100 Miglia non è solo un evento che celebra la Vespa, ma un vero e proprio momento di socialità e di celebrazione della passione comune. «È un’occasione di aggregazione che unisce tutti i vespisti, e il nostro club partecipa con grande entusiasmo», afferma Fogliata.




