Storie

Dall’asilo all’università: sette amici cresciuti insieme fino alla laurea

I magnifici sette della Bassa hanno 22 anni e hanno compiuto, a loro modo, un’impresa: non perdersi di vista e laurearsi quasi contemporaneamente e in anticipo. Il loro motto: «Primum vivere, deinde studiare»
Sette compagni di liceo, studenti lavoratori, tutti laureati - © www.giornaledibrescia.it
Sette compagni di liceo, studenti lavoratori, tutti laureati - © www.giornaledibrescia.it

Pensate allo stress: organizzare 7 feste di laurea; trovare 7 regali personalizzati; infliggere al corpo 7 cene, che in queste occasioni «opus sunt». Una faticaccia.

Ma Fabio Lussignoli (di Montichiari), Leonardo Folgoni (Montirone), Francesco Marizzoni (Leno), Tommaso Favagrossa (Ghedi), Giovanni Frosio Marchioni (Ghedi), Mattia Rolfi (Calvisano) e Paolo Andreani (Montichiari) hanno 22 anni e una innata resistenza a queste prove a cui la vita li ha chiamati.

Alcuni compagni già all’asilo, tutti nella stessa classe al liceo di Ghedi, tutti alla Statale di Brescia (tranne il solito Bastian contrario, che è andato a Milano), oltre a non perdersi di vista, Fabio, Leonardo, Francesco, Tommaso, Giovanni, Mattia e Paolo hanno evitato il fuori corso, laureandosi nei tempi stabiliti, anzi, addirittura in anticipo: 3 in Ingegneria meccanica, 3 in Ingegneria informatica, uno in Economia alla Bocconi. Un bell’esempio, soprattutto se si considera che, oltre a studiare, per gravare meno sulle famiglie quasi tutti fanno qualche lavoretto.

Più che «I laureati» di Leonardo Pieraccioni, perditempo disposti a tutto pur di non studiare, questi ragazzi, che stracciano il mito dei giovani «choosy», schizzinosi e poltronari come diceva l’ex ministra Fornero, ricordano «I magnifici sette» di John Sturges: tutti d’un pezzo, con un forte senso del dovere. Ma senza rinunciare a vivere.

Scrive uno di loro nella tesi di laurea: «Ringrazio tutti quelli che hanno reso questo percorso più sereno, ricordandomi che la vita non è solo studio e risultati, ma anche tanto altro: leggerezza e tutto ciò che dà sapore all’età di vent’anni». Roba da laurea (ad honorem) in filosofia.

«Primum vivere, deinde studiare». Infatti, pur avendo tutti gli esami a posto e tutto pronto, con la serenità di un bonzo orientale uno dei 7 ha scelto di laurearsi ad inizio 2026, comunque in anticipo come gli altri. Di appelli ce ne sono parecchi. Natale, invece, viene una volta l’anno: meglio viverlo senza distrazioni.

Francesca Abbiati, la profe di Fisica che, al primo anno di insegnamento, in quinta Liceo si trovò i 7 ragazzi, vaticinò: «Questi mi daranno grandi soddisfazioni». Alla notizia della «laurea collettiva» era più contenta lei di loro.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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