Il loro cognome è Brescia, partono da New York per scoprire la città

Una famiglia in visita a Brescia: scatti ricordo al Capitolium, pranzo tipico nella zona di via Beccaria, assaggi di prelibatezze dolci in forneria e quindi tappa in Loggia per visitare il palazzo e stringere la mano alla sindaca. Itinerario da copione, insomma. Solo che la protagonista di questa giornata di pigro turismo in città non è una famiglia qualsiasi. Il perché lo suggerisce il toponimo che i quattro si sono ritrovati per nome, cioè per cognome: Brescia. Come la nostra città. Che è anche il motivo che li ha spinti, poche settimane fa, ad attraversare l’Oceano per costruire un itinerario vacanziero in Italia intorno alla tappa obbligata nella Leonessa d’Italia. Una sorta di turismo genealogico, alla riscoperta di radici che affonderebbero fra il Mella e il Cidneo. Anche se il condizionale è d’obbligo, visto che questa è stata solo la prima tappa del loro ritorno alle origini. «Ma torneremo – promettono –. E magari ci fermeremo qui per un po’».

La famiglia
Newyorkesi di New York, ma con dichiarate origini nostrane – non solo sul fronte paterno, ma anche da quello materno – i quattro Brescia sono Joseph, 71 anni, columnist del New York Times che, dopo aver scritto per anni di celebrità e vip, è diventato punto di riferimento del settore sportivo; sua moglie Paula, che ricopre un ruolo da dirigente in un’organizzazione che gestisce residenze per anziani; e poi i due figli Sean e Olivia. Il primo ha 21 anni e studia economia al Ramapo College, oltre a lavorare come modello per l’agenzia Crawford. Mentre la 24enne Olivia è una talentuosa designer ed è la fondatrice del luxury brand Brescia NYC, un marchio artigianale di sciarpe in seta e accessori per la casa decorati a mano con stampe ispirate agli animali e alla natura.
Al Capitolium
Durante la visita in città, alcuni dei suoi pezzi sono finiti immortalati sulle scale del Capitolium, ambientazione super chic e decisamente azzeccata per le pochette illustrate. In particolare quella con due ghepardi al guinzaglio accanto a una colonna romana, un po’ Brixia e un po’ White Lotus. «Siamo venuti a sapere dell’esistenza di Brescia dalla nostra famiglia – ci ha raccontato proprio Olivia, da poco rientrata negli Usa –: così abbiamo appreso che era una cittadina in Italia che aveva a che fare con le nostre origini. Quando l’abbiamo scoperto è stata una grandissima sorpresa per me e mio fratello Sean: non abbiamo nessun amico che condivide il proprio cognome con una città. So cool!».
La visita
«We absolutely loved our trip to Brescia» assicura la giovane designer con entusiasmo, raccontando di essere stata colpita dal cibo e dall’architettura, «così ricca e varia». Definisce il Capitolium «magnificent» e, aggiunge, «vederlo finalmente di persona è stato quasi surreale. Ci piacerebbe davvero fare ritorno a Brescia il prima possibile». Una promessa fatta anche alla sindaca Castelletti, che hanno incontrato in Loggia e con cui i Brescia hanno posato per uno scatto ricordo davanti a una riproduzione dell’iconica Vittoria Alata. Il tour italiano della famiglia ha portato Jo, Paula, Sean e Olivia anche a Milano, Firenze, Stresa sul lago Maggiore, Venezia e Modena. «Tutti luoghi bellissimi nella loro unicità», dice Olivia. Con Brescia, però, si è creato un legame speciale. Scritto nel nome. Pardon, nel cognome.
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