Erika Tessarolo: «I miei tori meccanici da Manerba agli Usa»
È una storia di coraggio quella di Erika Tessarolo, prima donna al mondo a creare «rodeo machines», quelli che in Italia chiamiamo «tori meccanici». I giochi che crea l’imprenditrice 38enne di Manerba, però, non sono semplici macchine da divertimento che si trovano al mare o al luna park: le sue sono artigianali e personalizzate.
La storia

Appassionata di western e Stati Uniti, paese dal quale proviene un ramo della sua famiglia, ha iniziato a lavorare nel settore da giovanissima, osservando il padre, fondatore di «Show games».
Dopo tanti successi, però, la crisi del 2008 ha cambiato le carte in tavola ed Erika ha deciso di rimboccarsi le maniche e di fondare una sua azienda la cui cifra sono le proposte innovative, la «M. Art Technology». Una sfida più che vinta dato che oggi è la numero uno al mondo e al gioco, unisce arte, meccanica e tecnologia. In un mondo, peraltro, in cui la presenza maschile è predominante. Ma la sfida più importante, per Erika, è stata arrivare negli Usa, dove la cultura del rodeo è molto forte. E negli anni ha raggiunto anche gli Emirati Arabi e il Sudamerica.
Le creazioni
Erika Tessarolo non realizza solo i tori meccanici, ovviamente tutti made in Italy, ma anche cavalli, delfini, squali e diversi oggetti, tutti unici nel loro genere. I più interessanti? Un birillo da bowling e delle simpatiche renne create per dei bambini in occasione delle festività natalizie.

La 38enne ha voluto superare sé stessa decidendo di non limitarsi a costruire rodeo machines per l’intrattenimento, ma trasformandole in sculture artistiche personalizzate per ogni cliente.
Soddisfazione

«La cosa che mi rende più fiera – racconta Erika – è essere sempre uguale e umile con tutti i clienti, grandi o piccoli che siano». Un’artigiana pura che, tra l’altro, ha una particolare attenzione all’ambiente e al riutilizzo dei materiali.
Un percorso di successo lungo il quale non sono mancate le difficoltà: «È difficile lavorare in Italia – spiega Erika –: i clienti non vengono supportati dal sistema per poter investire in queste attrazioni ed è per questo che vendo meno in Italia. Inoltre, farsi rispettare in un settore solo maschile non è stato semplice: spesso non credono sia io a costruire interamente le mie rodeo machines, ma questo non mi scoraggia, anzi, mi sprona ad andare sempre più avanti».
Erika dal 2023 è anche portavoce del gruppo Confartigianato Costruttori di Attrazioni. Filiera che include non solo i costruttori di giostre, ma anche pittori, scultori, ingegneri e tecnici e che è pronta a lottare per dare visibilità al settore.
Credere in sé stessi, non aver paura del sacrificio e imparare dagli errori sono i suoi valori. Per lei la fatica è «utile per raggiungere la destinazione finale e gli obiettivi prefissati». Un vero esempio di coraggio, contro ogni tipo di pregiudizio.
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