Storie

Erika Rigamonti: «Mio zio Mario incarnava la voglia di tornare a vivere»

La nipote del bresciano, eroe del Grande Torino scomparso nella tragedia di Superga, lo ricorda così: «Fu un giovane estremamente volitivo. Era socievole, vivace, non particolarmente appassionato allo studio»
Daniele Ardenghi

Daniele Ardenghi

Giornalista

Mario Rigamonti, bresciano, difensore del Grande Torino - © www.giornaledibrescia.it
Mario Rigamonti, bresciano, difensore del Grande Torino - © www.giornaledibrescia.it

La banalità non è mai stata di casa nella famiglia Rigamonti. Se Mario fu eroe del Grande Torino, il fratello Gino fu medico chirurgo, lottatore (specialità lotta greco-romana) e partecipò alle Olimpiadi di Londra del 1948. Pierpaolo, padre di Erika, è stato invece medico a Parma, ma pure collezionista d’arte.

«Mio papà mi ha sempre detto che ho la stessa testa calda dello zio Mario», racconta la cinquantatreenne, riportando le parole del proprio genitore.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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