Noi spettatori avremmo voluto soffiare su quella palla inutilmente battuta da Debora Longo verso gli avversari perché non riusciva ancora a raggiungerli, nel buio della sua immaginazione e sul terreno del campo di gioco. Quando una cosa simile succede per una, due o tre volte, è comprensibile lasciarsi prendere dallo scoramento in uno sport mai praticato prima come il baseball per non vedenti, tra l’altro in una squadra fortissima come quella di Brescia.
La carriera di Longo
La ventunenne atleta di Ghedi è però una che nella vita non si è mai arresa, ha sempre spostato il proprio limite un po’ più in là ed è presto successo anche nello sport. Ha cominciato col karate, lo ha praticato per dodici anni fino a raggiungere la cintura nera, il massimo che c’è.



