Dal karate al titolo nel baseball per non vedenti, inarrestabile Longo

Vincenzo Cito
In mezzo anche il primato italiano ottenuto nella staffetta 4X100. A Brescia uno scudetto che ha dell’incredibile, senza campo di allenamento e giocando sempre in trasferta
Debora Longo - Foto Titoldini
Debora Longo - Foto Titoldini
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Noi spettatori avremmo voluto soffiare su quella palla inutilmente battuta da Debora Longo verso gli avversari perché non riusciva ancora a raggiungerli, nel buio della sua immaginazione e sul terreno del campo di gioco. Quando una cosa simile succede per una, due o tre volte, è comprensibile lasciarsi prendere dallo scoramento in uno sport mai praticato prima come il baseball per non vedenti, tra l’altro in una squadra fortissima come quella di Brescia.

La carriera di Longo

La ventunenne atleta di Ghedi è però una che nella vita non si è mai arresa, ha sempre spostato il proprio limite un po’ più in là ed è presto successo anche nello sport. Ha cominciato col karate, lo ha praticato per dodici anni fino a raggiungere la cintura nera, il massimo che c’è.

Poi si è data all’atletica leggera e nella staffetta 4X100 ha ottenuto il primato italiano. Alla fine ha vinto la propria battaglia anche nel baseball. La pallina accompagnata da sonagli per individuarne la posizione partita dopo partita è andata sempre più lontano, e mentre gli avversari tentavano di intercettarla, Debora ha potuto finalmente sprigionare tutta la propria velocità da una base all’altra.

Debora Longo in pista - © www.giornaledibrescia.it
Debora Longo in pista - © www.giornaledibrescia.it

Il tricolore 

E così c’è anche la firma di questa straordinaria ragazza sul titolo tricolore vinto nel 2025 da Brescia, uno scudetto assurdo, uno scudetto senza logica, conquistato dall’unica squadra in Italia che non ha un campo nel quale allenarsi, gioca sempre in trasferta, ma è sorretta da uno spirito indomabile e non a caso si chiama Leonessa. Debora è entrata in prima squadra nel settembre 2023 dopo appena un paio di allenamenti e si è subito sentita a proprio agio.

«Da tempo cercavo uno sport di squadra che mi consentisse di condividere le fatiche dell’allenamento e la gioia per un successo assieme ad altri». All’inizio Longo era soprattutto una mascotte, coccolata per la simpatia. La giovanissima età l’ha portata anche a distrazioni perdonabili, come quando dimenticò a casa la sacca con gli indumenti da gioco. «Non mi sono mai arrabbiata così tanto – ricorda oggi –, anche perché mi accorsi del fatto solo pochi minuti prima della partita».

Debora Longo durante una lezione di karate - © www.giornaledibrescia.it
Debora Longo durante una lezione di karate - © www.giornaledibrescia.it

Cose che succedono, ci siamo passati tutti e la lezione le è servita. «Ora controllo una, due, tre volte fino allo sfinimento – sorride – prima di andare al campo». Col tempo Debora si è ritagliata spazi di rilievo, cosa non facile in una squadra ricca di campioni, pluri-finalista dei play off e che nel 2024 si era aggiudicata anche la Coppa Italia.

Il presidente

Vi gioca, tra gli altri, Sarwar Ghulam, premiato come miglior battitore del mondo all’ultimo torneo iridato, presidente del club, che ha seguito passo dopo passo la crescita tecnica della ragazza. «I giovani sono la nostra forza – spiega Ghulam –. Ne abbiamo anche tra le guide, il loro entusiasmo è la benzina che accende i nostri motori, specie ora che saremo la squadra da battere». E al via dell’ormai vicino campionato 2026, con lo scudetto sul petto, ci sarà anche Debora Longo, più entusiasta che mai, come in tutte le cose che fa.

Interessi

Iscritta al terzo anno di Università, Debora studia lingue, già ne parla correntemente due (inglese e tedesco) e tra libri e allenamenti trova anche il tempo di dare una mano come volontaria alla Croce Rossa di Calvisano facendo opera di sensibilizzazione per la raccolta fondi.

«In ogni cosa che faccio devo capire quali sono i miei limiti – spiega –, ma al tempo stesso anche le potenzialità». A incoraggiarla, i genitori e il fratello maggiore di 26 anni. «Debora è una forza della natura –  conferma la madre –, non le proibiamo mai nulla, ma le raccomandiamo sempre di valutare rischi e conseguenze».

La curiosità

A proiettarla verso il mondo un’eterna curiosità come quella che l’ha spinta a comunicare, grazie anche all’aiuto di applicazioni tecnologiche, con una compagna di corsi sordomuta. Quando ci è riuscita è tornata a casa tutta felice di raccontare l’esperienza perché non ci sono barriere quando si condividono sensibilità e interesse per gli altri.

E in estate non si è fatta mancare un’esperienza all’estero. «Qualche volta mi frena l’ansia – ammette –, ma bisogna farsi forza e guardare sempre avanti, sempre più lontano». Dove, ora, viaggiano le palle da baseball scagliate da Debora, che prima facevano fatica a lasciare l’area di battuta.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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