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Da figlia del medico a «pediatra Carla», divulgatrice social del mangiar sano

Cresciuta a Rudiano, conta 430mila follower su Instagram: «A tavola ci si nutre di pane ed emozioni»
Carla Tomasini è la «pediatra Carla», super attiva sui social - © www.giornaledibrescia.it
Carla Tomasini è la «pediatra Carla», super attiva sui social - © www.giornaledibrescia.it
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Uno dei suoi libri si intitola «La famiglia si fa a tavola» perché a pranzo e a cena ci si nutre di «pane ed emozioni». Cosa non da poco, visto che «il cibo rimane intriso del significato che si dà al pasto». E può così capitare che un buon piatto di spaghetti al pomodoro sappia di battibecchi tra mamma e papà e che il pollo arrosto profumi di delusione per una giornata andata male o di entusiasmo per la vacanza che si sta organizzando.

A sostenerlo è la «pediatra Carla», scrittrice e divulgatrice scientifica che si definisce una «pediatra di campagna 2.0» perché nelle Marche, dove vive, va a trovare i suoi piccoli pazienti in bicicletta e, al tempo stesso, raggiunge migliaia di genitori attraverso libri e social network. Basti dire che solo su Instagram conta 430mila follower. Tanti, insomma, la seguono, ma pochi sanno che è bresciana, per la precisione di Rudiano. «Sono la figlia di Gino Tomasini, per quattro decenni medico di famiglia e pediatra - racconta -. Lì, a Rudiano, sono cresciuta e lì, seguendo l’esempio di mio papà, ho deciso che sarei diventata una pediatra». Tutt’ora il dottor Gino è il suo modello: «Svolgo questa professione con le conoscenze e gli strumenti di oggi, cercando, però, di mantenere quel dialogo con le famiglie che è tipico di un tempo».

L’approdo sui social

Carla, mamma di due figli, si è laureata a Parma e ha svolto la specialità in Spagna. Sui social è approdata una dozzina di anni fa e non, come altri colleghi, al tempo del Covid: «Tutto è successo per caso - spiega la pediatra -. Ero a casa, dopo il parto, e non mi potevo alzare. Così il telefono è diventato la mia compagnia. E mi sono iscritta a Facebook per il piacere di fare divulgazione, cosa che ho sempre fatto anche con i genitori dei miei pazienti riempiendoli di informazioni e materiale cartaceo».

Da subito è stato un successo, amplificato, poi, negli anni della pandemia. In parallelo, Carla ha scritto molti libri: dal best seller «Lo svezzamento è vostro» (il tema è l’autosvezzamento) a «Genitori strada facendo». Perché, come sottolinea lei, «genitori non si nasce, ma lo si diventa un po’ alla volta: la strada si trova senza per forza diventare i genitori che si vorrebbe essere e senza adattarsi a modelli educativi predefiniti. A me i modelli stanno stretti, io cerco di essere sempre me stessa».

Diet talk

Carla è anche una nutrizionista infantile. Ispirandosi alla dieta mediterranea, sostiene che siano tre i pilastri da seguire: il territorio («Dobbiamo regalare ai nostri figli un ambiente vivibile e sano, un ambiente che dia futuro»), il movimento all’aria aperta e la convivialità. Quest’ultimo aspetto è fondamentale nell’ottica di prevenire i fattori di rischio di eventuali disturbi del comportamento alimentare: «I bambini di oggi consumano in famiglia 3-4 pasti in media a settimana. Sono abituati a mangiare da soli, a volte davanti a uno schermo, cosa che non sarebbe da fare perché slega gli alimenti da un meccanismo autoregolatore. Il cibo diventa così una forma di appagamento per momenti di noia e rabbia».

Anche quando, invece, si cena in famiglia i rischi non mancano: «A tavola emergono le relazioni: se ci sono conflitti o tensioni si sfogano davanti a un piatto, idem il non detto, che comunica molto. Questo può avere conseguenze sui bambini: il cibo, per loro, rimane infatti intriso del significato che viene dato al pasto». Attenzione, quindi, a cosa si dice e non dice. Anche in termini di diet talk (ad esempio: non mangio la pasta perché contiene troppi carboidrati, niente pane la sera...): «Essere troppo salutisti non aiuta. Ciò che serve è l’equilibrio».

La pediatra mette in guardia i genitori anche dal mondo digitale: «Mostriamo i nostri figli prima ancora che nascano dando in pasto al dark web dati sensibili. Inoltre la rete offre a bambini e ragazzi messaggi pericolosi su come dovrebbe essere il loro corpo: ovvero iper prestante e artefatto. Così, già da minorenni, chiedono di sottoporsi a interventi chirurgici». Quanto, poi, alle abitudini alimentari, Carla sostiene che anche ai bambini possano piacere cibi genuini come i broccoli e l’insalata: bisogna solo proporli loro con continuità e soprattutto «mangiarli tutti insieme. Questa è la partenza». Da ogni punto di vista, infatti, «la famiglia si fa a tavola».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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