Tutto parte dall’osservazione quotidiana, da quello che succede in una palestra scolastica. È lì che prende forma il percorso della bresciana Chiara Morelli, oggi chinesiologa clinica attiva tra Lonato del Garda, Brescia e Milano, capace di costruire nel tempo un lavoro sempre più specifico e, negli ultimi anni, di raccontarlo anche sui social a migliaia di famiglie. Nel suo lavoro, dunque, studia il movimento umano in tutte le sue forme, facendo dialogare discipline come la fisiologia, la biomeccanica e le neuroscienze.
Sui principali social network, infatti, la dottoressa ha costruito una community ampia e molto attiva con oltre 200mila follower su Instagram e 74mila su TikTok, dove i suoi contenuti hanno raggiunto circa 800mila like complessivi.
Dalla scuola alla scoperta dei riflessi primitivi
«Insegnavo educazione fisica in una scuola internazionale e vedevo bambini molto diversi tra loro, alcuni coordinati, altri già in difficoltà, pur avendo solo cinque anni». Da qui nasce una domanda che diventa punto di partenza. «Mi sono chiesta il perché e cosa si potesse fare».
Inizia così un percorso di approfondimento che la porta a specializzarsi dopo la laurea in Scienze Motorie all’Università di Brescia, concentrandosi sulle attività motorie preventive e adattate. Il focus si sposta sui riflessi primitivi. «Sono risposte involontarie dei neonati che con il tempo dovrebbero integrarsi. In alcuni casi questo non avviene completamente e si creano difficoltà nello sviluppo. Se un bambino a cinque anni arriva scoordinato, perché non intervenire prima?».
Una scelta che la porta a lasciare l’insegnamento e ad avviare una propria attività a Brescia. «Chi esce da Scienze Motorie spesso insegna o fa il personal trainer. Io ho deciso di dedicarmi a questo ambito».
Il Covid e l’inizio sui social
La crescita sui social arriva in un momento particolare. Durante il Covid, con lo studio fermo, restano però le richieste dei genitori. «Mi chiedevano cosa poter fare con i loro bambini, anche molto piccoli». Da lì l’idea di condividere contenuti online sul tema. «All’inizio lo facevo per le famiglie che seguivo già, proponendo esercizi e giochi semplici». Un passaggio naturale che però si amplia velocemente. «Il progetto si è sviluppato e hanno iniziato a seguirmi anche persone da lontano».
Al ritorno in studio cambia anche il tipo di richiesta. «Mi arrivava gente da fuori, non solo da Brescia, ho iniziato a fare consulenze online, seguendo i genitori mese per mese».
Fiducia, rete e relazione con le famiglie
Oggi il lavoro si divide tra consulenza in presenza e online, ma il punto centrale resta il rapporto con le famiglie. «Non è facile, ma allo stesso tempo lo è, bisogna spiegare le cose in modo semplice e far capire che dietro c’è una rete». Una rete fatta di professionisti – pediatri, ostetriche, ortopedici, osteopati – che diventa un riferimento anche per i genitori. «Io lavoro su bambini che hanno un buono stato di salute. Quando una domanda esce dal mio campo, so già dove indirizzare. Il genitore si sente sicuro, si fida».
Anche perché il confronto va oltre l’aspetto tecnico. «Sono diventata mamma quasi cinque anni fa, i genitori hanno bisogno di parlare anche di situazioni quotidiane». Un approccio che si riflette anche nei contenuti online. «Un consiglio? Essere sempre se stessi, con la propria personalità, e avere un’idea originale».



