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Brescia, il campionato delle rondinelle

La stagione 2022-23 del Brescia Calcio: una nuova avventura in serie B per la squadra della Leonessa

DAL CAMPO

Brescia, la ripresa silenziosa dopo le stilettate di Cellino

Fabrizio Zanolini

Storie
Calcio
5 ott 2022, 06:00
Brescia al lavoro a Torbole - Foto © www.giornaledibrescia.it

Brescia al lavoro a Torbole - Foto © www.giornaledibrescia.it

Testa solo al Cittadella, ma senza archiviare la débalce di Bari prima di aver effettuato le giuste e doverose riflessioni. Prima ognuno nella propria testa e poi in condivisione. È cominciata così ieri la nuova settimana di lavoro per le rondinelle chiamate, sabato al Rigamonti (ore 14), alla pronta riscossa contro i veneti. In un clima di concentrazione e con alcune facce ancora a portare i segni della batosta subìta al San Nicola, Pep Clotet ha diretto la prima seduta di preparazione alla sfida con quella che, almeno negli ultimi anni, s'è rivelata la bestia nera per i biancoblu.

Certo, il giorno di riposo concesso a sorpresa («Ma Pep è un allenatore psicologo», ha affermato Cellino) dal tecnico catalano alla squadra lunedì ha sicuramente contribuito a mitigare l'amarezza e a stemperare la rabbia, ma un silenzio più rumoroso del solito ha accompagnato il lavoro di Bisoli e compagni sull'erba di Torbole. Una squadra che ha comunque abbassato la testa e spinto sull'acceleratore nelle esercitazioni tattiche proposte dal tecnico in un'intensità palpabile.

«Bisogno di identità»

Squadra che avrà anche avuto modo di ascoltare e leggere, per poi riflettere, le stilettate riservate un po’ a tutti da Cellino lunedì sera. Il presidente, apparso desideroso di quello che è stato uno sfogo ricco di significati, non ha risparmiato nessuno: non i giocatori («non vanno bene certi piccoli egoismi»), non Clotet («ha sentito la pressione, voleva far vedere di non avere paura e invece ha dimostrato di averne») che quanto ha sentito e letto da parte del presidente comunque se lo era già sentito dire prima al telefono e poi a quattr’occhi. Nessuna sorpresa, dunque: e starà poi al campo dire se e quanto le sferzate presidenziali abbiano inciso.

Ieri nessun discorso particolarmente lungo da parte dell’allenatore ai ragazzi: si è parlato soprattutto della necessità di riappropriarsi di una certa identità. In attesa di capire da che parte andranno le scelte tattiche prendendo anche in considerazione lo stop di Karacic che a Bari ha evidenziato un piccolo problema muscolare da valutare.

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