Apre un negozio di vicinato a vent’anni, la storia di Alberto Rossi

Dal 29 febbraio in piazzale Kossuth c’è la possibilità di far riparare smartphone e tablet: da gennaio Alberto darà lavoro ad un’altra giovane della nostra provincia
Loading video...
Alberto, un 21enne in controtendenza
AA

I giovani bresciani non vogliono sporcarsi le mani, le nuove generazioni non hanno voglia di impegnarsi, passano tutto il giorno davanti ad uno schermo, non hanno senso di responsabilità, né individuale né sociale. Quante volte abbiamo sentito queste frasi negli ultimi anni, ma è davvero così?

Non sembra proprio osservando ad esempio la storia di Alberto, ragazzo di 21 anni che ha scelto di andare in totale controtendenza rispetto alle indicazioni dell’attualità aprendo un negozio di vicinato in piazzale Kossuth. Il negozio si chiama Maison de Réparation e dal 29 febbraio è a disposizione degli abitanti di Mompiano e non solo, ma la storia del neo-imprenditore parte da lontano e come spesso accade parla di una passione.

Gli inizi

«Ho iniziato a 13 anni riparando l’iPad di mia sorella che aveva chiaramente rotto lo schermo, all’epoca facevo ancora le medie per cui poi ho scelto una scuola che mi potesse insegnare questo mestiere: il Cfp Zanardelli, settore elettrotecnico ed elettronico – proprio un tipo di formazione piuttosto richiesta al momento e che permette facilmente di trovare lavoro, infatti, comincia immediatamente anche la carriera lavorativa del classe 2003 – ho frequentato subito 2 corsi di formazione per riparazione smartphone e tablet che mi hanno poi permesso di trovare lavoro ad un centro autorizzato Samsung».

Il negozio a Mompiano © www.giornaledibrescia.it
Il negozio a Mompiano © www.giornaledibrescia.it

A 18 anni Alberto Rossi si ritrova così subito immerso nel mondo che aveva sognato da bambino, ma dopo 2 anni da dipendente, con la possibilità di proseguire senza alcun problema, anzi andando verso una posizione indeterminata a soli 20 anni, decide di cambiare rotta: «Nei due anni di lavoro da dipendente ho imparato effettivamente questo mestiere sia a livello tecnico che di gestione, ma mi è sempre piaciuta fin da bambino l’idea non dover dipendere da nessuno e di avere un mio negozio per esprimere al meglio le mie qualità, chiaramente con tutti i rischi o i meriti del caso».

Dal sogno alla realtà       

Arriva da lontano anche il nome che Alberto ha scelto di dare al suo negozio: «È un colpo di testa che ho avuto a 16 anni, mi è venuto in mente questo nome per caso e me lo sono appuntano sulle note del cellulare nella speranza, un giorno, di poterlo usare per il mio negozio di riparazione e vendita». Ed effettivamente a soli 4 anni di distanza da quella nota il sogno è diventato realtà. Una storia bella, ma soprattutto virtuosa in un momento critico per i negozi di vicinato della nostra provincia.

Alberto Rossi impegnato nel lavoro © www.giornaledibrescia.it
Alberto Rossi impegnato nel lavoro © www.giornaledibrescia.it

«Dopo un’attenta analisi di mercato ho scelto questa zona che secondo me era la migliore in cui aprire un attività di questo tipo – ha spiegato lo stesso Alberto ai microfoni di Teletutto – penso che il negozio di vicinato possa avere ancora possibilità, soprattutto in questo settore dove l’aiuto e il contatto diretto con i clienti ha ancora un valore fondamentale».

Da non trascurare anche l’impatto sociale della scelta di un ragazzo di 21 anni che, aprendo un negozio di questo tipo, sta fornendo anche un servizio a tutte le persone del quartiere, in particolare a quelle anziane che devono affrontare lo scoglio della tecnologia: «Aiuta molto spesso i suoi clienti anche solo ad imparare a cancellare le foto o a bloccare i contatti pericolosi o a scaricare le app – ci ha raccontato una cliente che è passata dal negozio proprio mentre facevamo l’intervista – è un aiuto diretto che magari passa inosservato, ma per alcune persone è molto importante. Tra l’altro, in questi casi, lo fa sempre gratuitamente».

Ideali

Una scelta che all’apparenza potrebbe anche sembrare antiquata rispetto alle tendenze attuali, ma in realtà si tratta di una tipologia di lavoro che abbraccia appieno gli ideali della Generazione Z, in particolare in termini di sostenibilità e contrasto al consumismo estremo. «Il diritto alla riparazione sta crescendo, anche da parte delle case madri e la vendita dei telefoni ricondizionati è in crescita esponenziale, il tutto rientra in una filosofia fondamentale per il futuro che ci insegna di tornare a riparare le cose invece che sostituirle, chiaramente controllando la fattibilità economica dell’intervento».

E non è finita qui perché a meno di un anno dall’apertura ufficiale Alberto non è solo imprenditore di sé stesso, ma da gennaio darà lavoro ad un’altra giovane della nostra provincia: «Sono molto contento di come sta andando in questi primi 10 mesi anche se ovviamente la strada è ancora molto lunga – ha concluso il titolare di Maison de Rèparation – nel frattempo però mi sono accorto di avere troppo lavoro da gestire e quindi ho deciso di assumere una ragazza di 19 anni che da gennaio mi aiuterà 4 ore al giorno nella vendita e nella gestione dei clienti».   

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Icona Newsletter

@News in 5 minuti

A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.