A Lumezzane sono tornate le majorettes

Angelo Seneci
«Le fenici» si sono ricostituite in asd a marzo scegliendo un nome che simboleggia la rinascita e hanno alle spalle una storia di quasi 50 anni di lustrini e coreografie
Le majorettes «Le fenici» di Lumezzane - Foto © www.giornaledibrescia.it
Le majorettes «Le fenici» di Lumezzane - Foto © www.giornaledibrescia.it
AA

Fanno parte di un immaginario da film con la loro gonna corta, accessori brillanti e impegnate in complesse coreografie coordinando con sicurezza movimenti di braccia, gambe e mani: le majorettes «Le fenici» di Lumezzane, costituite in asd lo scorso 8 marzo, sono diventate una presenza fissa negli appuntamenti pubblici e privati in Valgobbia. E, nonostante la recente costituzione, vantano quasi 50 anni di storia.

Il prossimo impegno sarà oggi, ultima serata della festa patronale di Gazzolo, dove il gruppo si allena, a cui seguirà l’impegno durante il luglio alpino.

La presidente Luciana Ghidini, insieme alle altre 11 atlete del gruppo, sottolinea come la squadra sia «molto unita. Lavoriamo bene in armonia e ognuna di noi mette qualcosa di personale, chi inventando le coreografie, chi allenando, chi occupandosi della burocrazia e della gestione degli inviti o del controllo delle spese. Importante per noi anche la costruzione e manutenzione delle attrezzature che utilizziamo nelle esibizioni».

La storia

La prima apparizione di quelle che oggi sono «Le fenici» risale al 1° maggio del 1975 con il nome di «Blue stars». I dirigenti della banda cittadina di S. Sebastiano volevano affiancare alla banda un gruppo di majorettes. Seguirono trent’anni di successi con impegni settimanali e partecipazione a gare ed eventi. Tra questi anche il primo Campionato europeo di pom pom a Lione a rappresentare l’Italia. Dopo lo stop del 2006, il ritorno del 2019 con un crescendo di impegni e successi di pubblico. Da qui il nuovo nome del gruppo.

«Siamo rientrate – racconta Monica Cavagna – con l’affiliazione ad una scuola di Storo. Una nostra collega di allora, Claudia Ghidini, trasferitasi a Storo per amore, ha voluto creare qualcosa di simile e ha chiesto a noi una dimostrazione. Pensavano fosse l’unica, invece, dopo aver trovato le divise e un grande affiatamento, nonostante le diverse età che coprono 3 generazioni diverse, in 3 anni hanno portato a termine una ventina le esibizioni di cui sei nel solo 2023.

«Ci siamo quindi ricomposte dopo tanti anni, con anche più entusiasmo. In questo sport la riuscita è legata a rendere tutto coordinato, armonioso e omogeneo. Stiamo mettendo in campo anche una progettualità sul futuro e alcune di noi si stanno formando per poter poi, in un futuro, creare un settore giovanile». Per questo bisogna avere l’attestato di insegnante, e così in tre sono state a Salerno per le prime due giornate di corso a cui sono seguiti due fine settimana a Cittadella. L’esame è previsto a settembre.  

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Icona Newsletter

@I bresciani siamo noi

Brescia la forte, Brescia la ferrea: volti, persone e storie nella Leonessa d’Italia.