Rugby

Rugby, Calvisano secondo grazie a una meta di punizione allo scadere

Gianluca Barca
Il match contro Verona deciso nell’ultima azione: finisce 13-10. Al San Michele va in scena una battaglia muscolare con poco spettacolo
Filippo Gabana affrontato dagli avversari nel match del San Michele - Foto Enzo Bottacin
Filippo Gabana affrontato dagli avversari nel match del San Michele - Foto Enzo Bottacin
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Persino una grigia giornata della Bassa, alla fine si è illuminata al punto di scaldare i cuori. E il merito non è stato delle luci dei riflettori del San Michele, accese all’inizio della ripresa. Ma della meta di punizione che all’80’ ha permesso al Calvisano di riprendersi quello che nell’ultima partita disputata in casa, contro il Parabiago, alla vigilia di Natale, non era riuscito ad acciuffare e, in quella di Livorno, all’inizio del nuovo anno, si era fatto sfuggire di mano.

Oggi contro il Verona i gialloneri hanno conquistato nel finale una vittoria che ha permesso loro di superare gli scaligeri in graduatoria e chiudere il girone di andata alle spalle del Parabiago che, dopo la battuta d’arresto della scorsa settimana, ha ripreso il suo cammino da capolista battendo di misura il Cus Torino.

L’analisi

Match per cuori forti e palati fini quello tra la Tiesse Robot e il Verona. La battaglia è stata soprattutto muscolare, un intenso braccio di ferro intorno ai punti di scontro che allo spettacolo ha concesso poco, al gioco aperto ancora meno. Una sola meta nel primo tempo, di fatto nell’unica occasione in cui il Verona è entrato nei 22 avversari, e una nella ripresa, quella di punizione che l’arbitro Favaro, veneziano trapianto a Brescia, ha decretato di fatto nell’ultima azione della partita, quando gli ospiti hanno impedito agli avanti del Calvisano, in modo a suo giudizio irregolare, di portare la palla in spinta oltre la linea della formazione ospite, in vantaggio in quel momento 10-6.

La cronaca

Primo tempo con il Calvisano a lungo in vantaggio per possesso e territorio, nonostante i 10’ di inferiorità numerica per il giallo a Talavou, colpevole di un fallo su un avversario a terra. Anzi trascinati da Pasquali e Salvan, finalmente all’altezza dei sui mezzi fisici, i gialloneri hanno marcato gli unici punti del periodo in cui sono stati costretti a giocare in quattordici.

Verona in enorme difficoltà in rimessa laterale (almeno dieci perse alla fine) e pur tuttavia capace di marcare l’unica meta della prima frazione su un contrattacco innescato da un calcio di liberazione di Williams rimasto in campo. Cross dell’apertura Lamensa a smarcare l’ala, palla di tutti e di nessuno, sul rimbalzo Binelli il più lesto a tuffarsi in meta.

La ripresa

Secondo tempo con gli ospiti a loro volta con l’uomo un meno (giallo al sudafricano Ferreira per una spallata a Bruniera), superiorità della quale il Calvisano non ha saputo approfittare per impazienza, imprecisione e qualche scelta di Bruniera non del tutto azzeccata palla in mano. Per vedere i primi punti della ripresa si è dovuto attendere fino oltre l’ora di gioco, quando Lamensa ha calciato fra i pali la punizione del 6-10.

Poi, quando tutto sembrava perduto per i padroni di casa, il forcing cui il Verona pareva poter rispondere con una difesa accorta che non lasciava spazio alcuno. Fino all’ultimo assalto, in spinta da touche, premiato con la meta di punizione. La rissa finale innescata dalla frustrazione dei giocatori in maglia grigia per una sconfitta inattesa ha solo ritardato di qualche istante il fischio finale e la festa in campo e sulle tribune.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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