Mattarella abbraccia i paralimpici: al Quirinale anche Bicelli e Tononi

Una prima volta significativa per il movimento paralimpico italiano al Quirinale, la casa dello sport italiano, dove il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ieri ha voluto incontrare le vincitrici e i vincitori di medaglie d’oro ai Mondiali e alle Deaflympics 2025. Nell’occasione, il Capo dello Stato ha annunciato che sarà presente alla cerimonia di apertura delle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026, in programma a Verona.
Tra le atlete e gli atleti ricevuti c’erano anche due protagonisti bresciani del nuoto paralimpico: Federico Bicelli e Mattia Tononi, entrambi della Polisportiva Bresciana No Frontiere. Bicelli, classe 1999, originario di Borgosatollo, è reduce dall’oro paralimpico conquistato a Parigi 2024 e dalla conferma mondiale nei 400 stile libero S7, con altri due argenti iridati nei 100 dorso e nei 100 stile. E qualche giorno fa è stato uno dei tedofori bresciani.

Tononi, 24 anni, di Castenedolo, si è invece messo in luce ai Mondiali Virtus in Thailandia, riservati ad atlete e atleti con disabilità intellettive, dove ha vinto l’oro nei 100 stile libero stabilendo anche il record del mondo. La loro presenza al Quirinale ha portato idealmente anche Brescia nel Salone delle Feste, accanto alle eccellenze del movimento paralimpico nazionale.

Le parole di Mattarella
«Un appuntamento importante», ha sottolineato Mattarella, per il rafforzamento delle attività paralimpiche, per le quali «c’è ancora molto da fare». Ad ascoltarlo, nel Salone delle Feste, una sessantina di atlete e atleti che hanno conquistato l’oro nelle competizioni disputate in India e in Giappone. Come ha ricordato il presidente del Comitato italiano paralimpico Marco Giunio De Sanctis, i podi complessivi sono stati però «più di 230».
«Non potevamo portarli qui tutti, anche se avremmo voluto», ha spiegato De Sanctis, «ma chi è presente oggi rappresenta non solo loro, ma anche i tanti atleti che partecipano a manifestazioni per persone con disabilità che non hanno lo stesso riconoscimento come discipline. Rispetto ai praticanti, i tesserati sono pochi: molti fanno sport, ma non sono inseriti in un percorso paralimpico. Dobbiamo fare in modo che quel milione e mezzo di potenziali tesserati pratichino attività, rispetto ai soli 30 mila che lo fanno oggi».
«Una giornata come questa aiuta ad avere consapevolezza e attenzione», ha proseguito. «Il 22 dicembre eravamo qui con le squadre olimpica e paralimpica per la consegna delle bandiere per i Giochi. Speriamo sia foriera di successi. Ma oggi, quando per la prima volta siamo unici protagonisti, abbiamo un’altra opportunità, forse ancora più importante, per il mondo paralimpico».
Civiltà ed emozione
Un movimento che Mattarella ha definito «elemento di civiltà» e che «soprattutto induce molti ragazzi a impegnarsi nello sport. Il vostro esempio spingerà molti ragazzi a farlo e sarà un contributo alla crescita del Paese. Vi sono accanto per questo messaggio che lanciate: è un grande progetto che stiamo coltivando e che va sviluppato sempre di più. Vi assicuro la vicinanza della Presidenza della Repubblica».
A nome delle atlete e degli atleti presenti hanno parlato Marco Cicchetti, vincitore di due ori ai Mondiali di Nuova Delhi nel salto in lungo, e Viola Scotto, vincitrice di sei medaglie d’oro nel nuoto alle Deaflympics di Tokyo. «Essere qui non è solo un riconoscimento, ma anche un’emozione profonda che va oltre quelle provate ai Mondiali», ha detto Cicchetti. Scotto ha invece espresso l’auspicio che «tanti ragazzi sordi si avvicinino allo sport e abbiano la gioia di sentire risuonare l’Inno di Mameli».
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