Inzaghi come Mancini, un «tutti per tutti» in stile Italia

L'allenatore del Brescia tende a esaltare il gruppo e vuole che ognuno si senta protagonista
Erica Bariselli

Erica Bariselli

Giornalista

Il presidente Cellino e mister Inzaghi abbracciati a bordocampo - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it
Il presidente Cellino e mister Inzaghi abbracciati a bordocampo - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it

Una Nazionale e un allenatore campioni d’Europa in carica non possono non fare tendenza. Ma se a capo dell’Italia Roberto Mancini è arrivato a trovare un impianto vincente passando per la strada del bisogno di dover fare necessità virtù dopo aver raccolto la Nazionale dalle sue miserie post mancata qualificazione al Mondiale e anche per il bisogno di ovviare alla presenza di un determinato tipo di attaccante, per tutti gli altri il pensiero di ricalcare il meglio del percorso netto degli azzurri è una libera scelta in libera fonte d’ispirazione. Pippo Inzaghi è tra coloro che sono rimasti folgorati dalla mentalità inculcata dal Mancio ai suoi e dallo straordinario ruolo da protagonista che è stato assegnato al gruppo.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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