Il Brescia scappa sembra in grado di poter tornare al successo che manca da dicembre, ma il Genoa lo riprende e la corsa salvezza non subisce scossoni clamorosi. Al Rigamonti lo scontro della disperazione finisce 2-2. Il Grifone si porta a +1 dal Lecce terz’ultimo, mentre le rondinelle restano staccate di otto punti dal treno che garantisce la permanenza in Serie A. Ma la squadra di Lopez si mangia le mani dopo aver buttato al vento il doppio vantaggio e una partita che aveva indirizzato dopo venti minuti. Le porte dello stadio sono chiuse ma il tifo bresciano si fa sentire con uno striscione esposto fuori dal Rigamonti: «Ma quale ripartenza, per noi non c’è partita, Brescia vuole rispetto per chi ha perso la vita» scrivono gli ultras del gruppo Curva Nord.
Tre minuti più tardi a festeggiare è invece il Brescia con Donnarumma che raccoglie un assist da Sabelli e dall’altezza del dischetto gira in rete per il suo secondo gol consecutivo, il sesto stagionale. Al 13’ i padroni di casa raddoppiano al termine di una bella azione sull’asse Bjarnason- Sabelli- Bjarnason conclusa da distanza zero da Semprini, giovane difensore cresciuto nel vivaio delle rondinelle e alla prima gioia in Serie A.
Al 37’ il Genoa riapre il match grazie al rigore, concesso con grande generosità per un contatto aereo tra Papetti e Romero, e realizzato da Iago Falque. Nell’ultima azione prima del riposo il Genoa va addirittura vicino al pareggio ma Joronen per due volte respinge gli attacchi in mischia degli ospiti. Il Genoa inizia la ripresa come aveva chiuso la prima frazione: attaccando. E al 12’ Pinamonte con una girata volante sfiora il palo alla sinistra del portiere di casa. Nicola gioca le carte Pandev e Schöne, sbilancia la squadra in avanti e al 25’ trova il pari ancora su calcio di rigore, dopo un fallo di mano di Dessena. Dal dischetto Pinamonti indovina l’angolo, Joronen ci arriva ma la palla si insacca per il definitivo 2-2.



