Ciclismo

Giro d'Italia: Van Aert sorpreso, Ayuso ha sofferto la pressione

Beppe Martinelli
Non mi aspettavo che Scaroni potesse uscire anche ieri, ma ha dimostrato di stare bene e anche oggi darà battaglia
Juan Ayuso è stato costretto al ritiro - Foto Ansa/Luca Zennaro © www.giornaledibrescia.it
Juan Ayuso è stato costretto al ritiro - Foto Ansa/Luca Zennaro © www.giornaledibrescia.it
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Ieri le squadre di classifica hanno un po’ tirato il fiato, ed è sempre così nelle tappe intermedie in mezzo a quelle di montagna. Va via la fuga con tanti corridori, tra chi non ha ambizioni e chi non ha ancora vinto una frazione del Giro. Mi spiace che ancora una volta Van Aert si sia fatto fregare come un esordiente.

Dei battistrada c’era solo un corridore a cui prestare attenzione, Denz appunto, che quando è lì davanti non sbaglia mai e che tutte le corse le ha vinte in fotocopia, allungando ai -20 chilometri dal traguardo, guadagnando 100, 200, 300 metri, vincendo se dietro non c’è un team che si organizza. Uno come Van Aert non può non vedere queste cose. Non mi aspettavo che sarebbe uscito anche ieri Scaroni, non l’avrei fatto. Ma ha dimostrato di stare bene e anche oggi darà battaglia. Bisognerà stare attenti a Carapaz, un cagnaccio, uno che non molla mai: proverà a guadagnare qualcosa per poi giocarsi tutto domani sul colle delle Finestre.

Ayuso alla fine si è ritirato: diciamo che se cadi al primo giorno, non parti bene. Ma più delle cadute e della puntura della vespa, ha pagato il ruolo di capitano in una squadra come la Uae in cui si vince sempre. È dura avere quell’obbligo avendo un team tutto per te. Ayuso soffre anche Pogacar, figuriamoci se non ha sofferto un Del Toro, che è arrivato, si è messo la maglia rosa e ha dimostrato di esser uno che può vincere.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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