Giro d’Italia: Christian Scaroni ha la forma per poterci riprovare

La vittoria nella 16esima tappa è la ciliegina sulla torta, ora nulla gli è precluso. Il caos generale regala spettacolo: adesso è tutti contro tutti
Beppe Martinelli
Christian Scaroni sul podio dopo la vittoria - Foto Ansa/Luca Zennaro © www.giornaledibrescia.it
Christian Scaroni sul podio dopo la vittoria - Foto Ansa/Luca Zennaro © www.giornaledibrescia.it

Finalmente! Come italiani e come bresciani, ce l’abbiamo fatta a vincere questa tappa al Giro d’Italia. Non dico che fosse preventivata, ma ho sempre detto che Christian Scaroni, se sta bene, queste gare può portarle a casa. Credo che la nostra provincia sia contenta di questo risultato e lui assolutamente se lo merita per la stagione che ha fatto quest’anno: quattro vittorie non sono poche, questa è la ciliegina sulla torta.

Quando a marzo si è infortunato alle Strade Bianche, gli ho detto che non tutto il male veniva per nuocere. Aveva una gran condizione, sarebbe stato difficile conservarla fino al Giro d’Italia. A inizio corsa era nervoso, sembrava non ingranasse, ma ero convintissimo che avrebbe trovato una vittoria di tappa. Lo conosco da quando era nelle giovanili: è uno che se ingrana, sbaglia poco. È un corridore intelligente, a volte nervoso, ma intelligente. Quando è partita la fuga, ieri, l’unico che mi faceva realmente paura era Pello Bilbao, ma non è lo stesso degli altri anni e non so se poi si è fermato per aspettare Tiberi.

Ho avuto paura poi quando continuava a parlarsi con Fortunato, ho pensato che gli lasciasse la tappa: ma è una cosa che poi si rimpiange tutta la vita. Ora come ora, però, niente gli è precluso con questa forma. E già l’anno scorso ricordo che passò per primo sul Mortirolo... Non dico che mi sono emozionato, ma dopo 15 anni in squadra in giorni così pensi che vorresti essere ancora lì. Lo dico senza invidia, ci siamo lasciati in armonia.

Da sinistra, Lorenzo Fortunato e Christian Scaroni - Foto Ansa/Luca Zennaro © www.giornaledibrescia.it
Da sinistra, Lorenzo Fortunato e Christian Scaroni - Foto Ansa/Luca Zennaro © www.giornaledibrescia.it

Intanto la corsa cambia ogni giorno: Uae e Bora hanno perso il capitano, c’è un caos che genera lo show perché adesso è un tutti contro tutti, quando all’inizio si pensava ad un tutti contro uno (Roglic). Del Toro pensavo andasse in crisi sul Mortirolo, non ieri. Nessuno credeva che Carapaz fosse lì per vincere il Giro. Non dico che ora sia il favorito, ma se la gioca come Simon Yates, uno abituato alle salite ripide e a non mollare mai.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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