Ciclismo

Giro: Del Toro alla prova delle vette, domani passaggio nel Bresciano

Inizia la terza settimana di corsa, con tante incognite. Occhi puntati sul messicano, che era partito come semplice gregario di Ayuso
Isaac Del Toro in maglia rosa - Foto Ansa/Luca Zennaro © www.giornaledibrescia.it
Isaac Del Toro in maglia rosa - Foto Ansa/Luca Zennaro © www.giornaledibrescia.it
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A cinque tappe dalla destinazione finale, per poi affrontare la passerella lungo le vie di Roma, il Giro d’Italia si appresta a vivere la terza settimana e le vette più ripide con il passaggio breve domani, sulle strade bresciane. Su quelle salite gli inseguitori si giocheranno le ultime chance di spezzare il sogno del giovane e talentuoso Isaac Del Toro, primo messicano a indossare la maglia di leader in un grande Giro.

Strategie e delusioni

Il 21enne della Uae mantiene saldamente la testa della classifica dalla nona frazione, quella arrivata in piazza del Campo, a Siena. Riuscirà a conservare la casacca rosa in alta montagna – dal Mortirolo che si affronta domani e il Colle delle Finestre –, o pagherà dazio all’inesperienza? Bisognerà poi valutare le strategie della sua squadra, che ha lo spagnolo Juan Ayuso in zona podio (terzo a 1’26’’). E ci sarà uno scatto d’orgoglio di Primoz Roglic? Lo sloveno è al momento il grande sconfitto di questa edizione. Caduto una prima volta sugli sterrati senesi ed ancora nella ricognizione della crono di Lucca, (quest’ultima la caduta con maggiori conseguenze), ha avuto problemi fisici seri. Ieri non si è allenato in strada preferendo i rulli. Oggi c’è una tappa da far tremare i polsi con salite vere come il tratto iniziale del Bondone e soprattutto il Santa Barbara.

Il messicano

In attesa di vedere l’apporto allo spettacolo dei due migliori italiani in classifica generale (Damiano Caruso, sesto a 2’55’’, e Antonio Tiberi, settimo 3’02’’, che può puntare al podio), molti sono pronti a scommettere che «El Torito» riuscirà a resistere fin sotto il Colosseo. Certo, ad oggi si è dimostrato «di gran lunga il più forte» per il colombiano Egan Bernal. Secondo altri restano le incertezze sulla sua capacità di affrontare più tappe di montagna consecutive. «Non lo so, è tutto nuovo per me, sto vivendo un sogno» ripete ogni sera, vagamente imbarazzato, il messicano che vive e si allena a San Marino. Arrivato per essere solo un gregario di Ayuso, leader designato alla vigilia, o addirittura del britannico Adam Yates (secondo al momento, con un ritardo di 1’20’’), si è ritrovato proiettato sotto i riflettori. Nel Giro in corso ha mostrato un carisma naturale che ricorda quello del suo grande mentore alla Uae, Tadej Pogacar, con il quale si confronta spesso. «Penso che creda in me. Ma io non sono Tadej, lui ha un motore più potente di me», ha detto Del Toro. «Abbiamo un altro fenomeno qui», conclude Fabio Baldato, direttore sportivo di Del Toro.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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