È già a quota due nella sua personale classifica, quella relativa alla porta inviolata. Un obiettivo dichiarato in sede di presentazione che, chiaramente, va di pari passo con i risultati positivi della squadra. Stefano Gori, ospite ieri sera a «Parole di calcio» su Teletutto, sta confermando le aspettative: quelle di un portiere («Che è un ruolo a parte, come fosse un altro sport») di assoluta affidabilità, lusso per la categoria. «Ritorno a casa», è la prima grafica che fa da sfondo alle sue prime parole. Un concetto che è girato più volte attorno a Stefano da quando è tornato a vestire, dopo la sua adolescenza nelle giovanili delle rondinelle, questi colori.
Le sensazioni
«Dite che questa maglia pesa? Ma no, non deve pesare: in fondo, faccio il lavoro che ho sempre sognato da bambino. E farlo per la squadra della mia città è solo motivo d’orgoglio». Quello che rivendica il muro di tifosi alle sue spalle quando gioca al Rigamonti sotto la Nord: «Sono sempre stato affascinato da questa curva e quando sento cantare “Madonnina dai riccioli d’oro” mi vengono i brividi». Come quelli che la prestazione della squadra contro la Pro Vercelli ha fatto affiorare ai quasi 9mila presenti estasiati da una prestazione superba.



