Calcio

Union Brescia, oggi aumento di capitale e via alla campagna abbonamenti

Sarà un lunedì di fuoco per la società di Giuseppe Pasini: alle 17 a Lonato ci sarà l’assemblea dei soci dell’ex FeralpiSalò
Il presidente Giuseppe Pasini e la Curva Nord - Foto New Reporter Perteghella © www.giornaledibrescia.it
Il presidente Giuseppe Pasini e la Curva Nord - Foto New Reporter Perteghella © www.giornaledibrescia.it
AA

Un’estate all’insegna del «non preventivabile». E che procede «a sentimento»: va dove ti porta il cuore, ma insieme alla ragione. Cuore e ragione, pancia e testa: è la combo esplosiva alla base dell’Union Brescia. Un’operazione tecnicamente e imprenditorialmente chirurgica che tuttavia per funzionare aveva bisogno del fattore emozionale.

Quello sul quale è stato messo alla prova Giuseppe Pasini. La cui partecipazione totale, anche emotiva, al progetto di cui è capofila, è arrivata forte dal primo momento in cui ha preso la parola da presidente dell’Union Brescia. I bresciani aspettavano solo questo: di vedere una scintilla. Quella che Pasini è stato poi bravo a trasmettere anche ai suoi colleghi nel lavoro d’impresa. Mentre al bresciano fruitore del... Brescia, dell’industriale valsabbino piace il modo di comunicare semplice e diretto. Ed eccoci qui allora. Ad accompagnare quotidianamente la cronaca di un «prodotto» che già esiste, ma che non è ancora nella sua versione definitiva, da qualunque angolazione lo si guardi.

Aimo Diana, tecnico del Brescia - Foto New Reporter Perteghella © www.giornaledibrescia.it
Aimo Diana, tecnico del Brescia - Foto New Reporter Perteghella © www.giornaledibrescia.it

Di certo c’è che quello dell’Union Brescia, al netto della percentuale (ma onestamente parliamo di un «dato» fisiologico), appare come un piccolo-grande fenomeno da studiare. Persino da un punto di vista sociologico perché in questa città, di un’operazione così trasversale non si ha memoria. L’Union Brescia sta arrivando a tutti, è argomento di conversazione anche tra chi non ha il calcio nei suoi pensieri. E che però forse sta capendo che il calcio è molto più di uno sport e che se è lo smuovi popoli per definizione, un motivo che va oltre 90 minuti sul campo c’è. E l’Union Brescia lo sta raccontando.

Acclamazione

Non era preventivabile – torniamo all’incipit – la malefatta di Massimo Cellino, non era preventivabile la risposta istantanea di una città che in tutte le sue componenti ha rimediato una figura barbina, non era preventivabile la quantità e la qualità – non è un dettaglio – dell’entusiasmo spontaneo attorno all’Union Brescia. Un progetto che era accattivante a parole e che lo sta diventando nei fatti, dentro il suo percorso di cesellamento che prevede passi avanti da provare a compiere ogni giorno. Anche nel cercare di recuperare, un piccolo segnale alla volta, la storia del Brescia: le visite di Cagni e Sodinha al campo, la celebrazione social degli 80 anni di Lucescu, lo striscione per Verreth... Anche questo, forse soprattutto questo, serve. Non si tratta di dare un colpo di spugna al passato: dolore e malinconia restano. Ci sono molti modi per aver cura di un patrimonio, pur non essendone eredi naturali: la nomina «testamentaria» è però arrivata con timbro popolare.

E questo, pur restando legittimo e sacrosanto il diritto da parte di chicchessia di non riconoscersi nell’Union Brescia per le più svariate ragioni, ha più valore di un tecnicismo da articoli Noif. Tornando al concetto generale, senza l’aspetto emozionale il progetto Union sarebbe rimasto bello sulla carta, ma vuoto. E proprio perché questo aspetto è arrivato, la maggior parte dei vecchi tifosi (senza contare che molti hanno voglia di diventarlo ora) s’è sentita di riempirlo di vita. È stato come un riconoscersi: non un matrimonio d’interesse tra chi ha visto un affare e chi aveva bisogno di colmare un vuoto.

Verso l’alto

Ci sono le basi, gettate su una superficie molto ampia. Ma ora bisogna crescere in verticale: senza contare che nel giro di un paio di settimane l’immagine del progetto Union Brescia dovrà essere riflessa sul campo. Perché poi alla fine ruoterà tutto attorno a quel perimetro. Ci sono talmente tante cose da fare, talmente tanti argomenti collaterali, che per ora della squadra si è parlato il giusto. Tanto quanto basta per dare riscontro di un gruppo – come si è visto anche nel pari con l’Entella – che ha già una mentalità importante. Da squadra ambiziosa che ha la testa per essere la squadra a vincere in allestimento e che, ripetiamo, molto presto dovrà stare al centro assoluto della scena. Per riuscire a fare di questo bel presente un bell’eterno presente occorre proiettarsi nel futuro.

Che passa anche da questo lunedì. Fondamentale su tre fronti. Il primo: si apre la campagna abbonamenti con le giornate di oggi (dalle 14 alle 18) e domani (dalle 14 alle 20) riservate alla prelazione dei vecchi abbonati. Sarà un’altra cartina di tornasole prima della «prova» della vendita libera che si apre mercoledì. Anche per i bresciani, quelli che hanno sempre sognato il Brescia degli imprenditori, arriva il momento di dimostrare qualcosa.

Mentre al botteghino dello stadio si metteranno in coda i primi fedelissimi, alle 17 a Lonato ci sarà l’assemblea dei soci dell’ex FeralpiSalò: si apre all’aumento di capitale da 12 milioni (in origine sarebbero dovuti essere 9...) di euro. Gli oltre 40 associati avranno tempo 30 giorni per compiere la loro scelta. Poi si aprirà ai terzi, dunque ai nuovi soci, tra i quali verranno scelti i componenti di un Cda che potrebbe anche contare un numero di membri in doppia cifra. Sempre oggi doveva arrivare Luca Vido, colpo al top per l’attacco (sul tavolo anche i nomi di Bianchi e Manconi) in un mercato che svela le ambizioni, ma l’arrivo dell’attaccante slitta a domani. Tocca a tutti fare la propria parte: il passato non può non avercelo insegnato.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Icona Newsletter

@Sport

Calcio, basket, pallavolo, rugby, pallanuoto e tanto altro... Storie di sport, di sfide, di tifo. Biancoblù e non solo.