C’è un presente che vede la prima squadra puntare al bersaglio grosso sul campo. E c’è un futuro, ancora tutto da costruire, legato alle strategie per il nuovo settore giovanile, che alla lunga dovrà creare valori e valore. Molto passa attraverso le scelte strategiche che avverranno durante questa prima fase del nuovo corso del vivaio alla cui testa da poco si è messo il diesse Mattia Collauto, che lavora in sinergia con il direttore tecnico Paolo Migliorati – trait d’union col vecchio Brescia – e con le potenzialità offerte da un territorio (da dove ha contribuito a pescare molti dei prospetti poi migrati in vivai di club forti del Nord Italia), che negli ultimi anni è stato drenato dai club del circondario approfittando di tanti anni in cui il Brescia non ha potuto (sotto Corioni o nella gestione Bonometti) o voluto (con Cellino) investire sui ragazzi.

Rimpianti
E questa annotazione, serve per girare il dito nella piaga. Ha fatto un poco male mercoledì pomeriggio, quando all’Arena Civica di Milano l’Atalanta ha vinto, a spese della Juventus, la Coppa Italia Primavera. Un successo arrivato ai rigori nella cui sequenza per i nerazzurri è stato decisivo il portiere Alessandro Anelli (2008), approdato in nerazzurro l’estate scorsa con la fine del vecchio Brescia.




