Brescia ancora di misura: 2-1 al Trento, quarta vittoria consecutiva
Quattro su quattro: prosegue la marcia immacolata del Brescia di Eugenio Corini, che centra la sua quarta vittoria consecutiva. Per la terza volta di «corto muso», nuovamente per 2-1, dopo la rimonta di Arzignano. Stavolta sono Cazzadori e Silvestri a sigillare i tre punti.
Union pragmatica e solida dietro: secondo tempo di sofferenza, ma il successo è meritato. Fvs protagonista, principalmente in negativo: il gol del Trento è probabilmente viziato da offside. Sospetti anche su quello di Cazzadori, e manca forse un rigore per gli ospiti.
Il Brescia resta a meno undici dal Vicenza, vittorioso in casa contro l’Ospitaletto, e sale momentaneamente a più quattro sul terzo posto, in attesa che il Lecco scenda in campo (domani) con la Triestina.
Le scelte iniziali
L’emergenza non fa più notizia, d’accordo, ma per Eugenio Corini resta una fastidiosa compagna di viaggio. La novità di questa settimana è l’assenza di Alberto De Francesco, fermato dalla febbre. Manca di fatto l’unico uomo d’ordine che era rimasto a centrocampo.
Una sbuffata d’ossigeno la dà il rientro di Balestrero, che affianca Fogliata in mediana, ma la coperta è sempre più corta. Armati, anch’egli reduce dall’influenza, parte dalla panchina: dietro gioca Rizzo, in linea con Sorensen e Silvestri. Cisco e Boci sugli esterni, davanti con Valente e Cazzadori c’è De Maria, reinventato trequartista dopo l’esperimento di una settimana fa da mezzala.
Il vantaggio di Cazzadori
Gli avvii del Brescia di Corini sono piuttosto semplici da codificare: prudenza, equilibrio, sortite offensive che mai vanno a intaccare il presidio tattico in difesa. Questa volta c’è una variabile in più, perché il Trento è frizzantino e qualche brivido dalle parti di Gori lo provoca.
Di rilevante, però, non succede nulla fino al 18’. Punizione dalla destra battuta da De Maria, dunque a rientrare. Sorensen si arrampica in area e trova la sponda per Cazzadori, che firma il sesto centro in campionato con un tocco di coscia sulla linea. Il Trento protesta per un presunto fuorigioco, ma dopo la revisione il gol viene convalidato.
Pareggio di Dalmonte
Malgrado lo scossone del gol, il primo tempo prosegue grossomodo sugli stessi binari fino all’ultima curva. Lì il Brescia pesca l’imprevisto. Tutto nasce da un pasticcio in costruzione di Gori. Sul contropiede Pellegrini scappa sulla sinistra e offre al centro per Dalmonte, che di testa trova l’1-1.
Si va dritti al monitor, perché Pellegrini sembra partire nettamente in offside. Anche il replay lo suggerisce, ma manca forse una prospettiva che fughi ogni dubbio. Per questo, nonostante la vivida impressione che l’azione sia viziata da fuorigioco, Di Reda non cambia la propria decisione: confermato l’1-1 del Trento.
Silvestri firma il sorpasso
La frustrazione non divora l’Union, che s’affaccia alla ripresa dopo aver riorganizzato le idee. Ancora una volta, il gol scaturisce da una situazione da fermo. C’è sempre lo zampino di De Maria: corner battuto a uscire, Silvestri prende l’ascensore e, con un gran terzo tempo, frusta il pallone in fondo alla rete. Secondo centro in tre partita per il difensore, che s’era ripromesso di essere più incisivo in zona offensiva. L’avvio è promettente.
Fvs protagonista
Il Trento si conferma comunque un osso durissimo. Sul piano del gioco la ripresa è di fatto appannaggio dei gialloblù. L’Union cede il timone alla squadra di Tabbiani, si chiude e stringe i denti. Al 58’ il Trento gioca la card per un intervento rischiosissimo di Cisco su Giannotti in area. L’esterno del Brescia prende un po’ tutto, e dopo quattro minuti abbondanti di revisione Di Reda conferma la decisione iniziale, che è quella di lasciar correre.
Decisamente più forzata la seconda carta sfoderata da Tabbiani. Mischia furibonda nell’area biancazzurra, Dalmonte va giù dopo una spinta impercettibile di Boci. Non c’è nulla, ed è evidente fin da subito. Infatti la review dura molto meno e come quella precedente non porta ad alcuna assegnazione. Il Brescia soffre fino all’ultimo dei nove minuti di recupero, il fischio finale è una liberazione. La corsa non si ferma: quarta vittoria consecutiva.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
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