Per niente confusi e molto felici. Con le mani sporche di fango. C’è stato da spalarne, c’è stato – per dirla alla Aimo Diana – da «raspare»: l’Union Brescia lo ha fatto andando a cercarsi qualcosa al di là del muro di una incredibile emergenza in attacco. E al di là di tormenti e preoccupazioni, cosa hanno trovato i biancoblù? Niente più che il loro cuore e un Denis Cazzadori che si è sbloccato dopo oltre un mese e 5 gare. Facendolo come gli riesce meglio: in ripartenza. L’ha diretta Zennaro, l’ha rifinita sotto forma di assist Giani che fino a quel minuto 16 della ripresa era stato impalpabile.
I numeri
Che storia il pomeriggio sportivo al «Nereo Rocco»: una splendida cattedrale nel deserto dentro la quale il Brescia ha costruito il suo quinto successo (su sei partite) fuori casa, quarta vittoria (5 se aggiungiamo la Coppa Italia) consecutiva. Sono numeri straordinari (peccato la vittoria del Vicenza al 92’) che consentono di affermare che anche una partita vinta facendosi largo tra complicazioni e sofferenza com’è stato ieri, non è un fatto di fortuna o casualità: si chiamano valori.




