Bella con l’anima: viene da definirla così una vittoria che urla forza, resistenza, qualità, varietà, sofferenza, strapotere, carattere, mentalità. Un caleidoscopio che è un avvicendamento fantasmagorico di luci, immagini e figure di tutti i tipi, ma che rimandano solo ai colori e ai numeri dell’Union Brescia. Ecco i due che contano: terza vittoria consecutiva, seconda in trasferta. Per un primo posto (in condominio con la Pergolettese) momentaneo, ma pur sempre primo posto. È presto, tanto presto: ma si vola.
Rimonta da ricordare
Sulle ali di un gruppo che in uno stadio e su un campo d’altri tempi, contro un Renate che gioca un calcio brutto d’altri tempi – e per questo sempre attuale –, accompagnato da un entusiasmo d’altri tempi (circa 1.500 i presenti, dei quali almeno 1.200 dei nostri), ha confezionato una rimonta che ricorderemo. Ed è accaduto quando tutto, da cronometro che batteva l’81’, sembrava quasi perduto. Quando il gol di Delcarro a sfruttare un lancio beffardo (e una bambola difensiva collettiva) da metà campo per poi vincere un duello con Pasini e trovare Gori non pronto all’uscita, pareva aver scritto la condanna a leccarsi ferite. E invece no. Perché ogni tanto il calcio è giusto.




