Che notte, al Rigamonti. Il Brescia mette sotto la Salernitana anche nella semifinale di ritorno. Solo che questa volta il risultato è molto più netto: 2-0, firmato dal solito Crespi e da Vido. L’Union vola in finale, dove affronterà l’Ascoli, che ha eliminato il Catania: andata il 2 giugno a Mompiano, ritorno il 7 nelle Marche.
Le scelte iniziali
La conferma in blocco dell’undici di domenica è una sorpresa, considerando come Rizzo era uscito dal campo all’andata. E invece il difensore, che arriva a questa gara in uno stato di forma straripante, stringe i denti e parte titolare in difesa. Destino opposto per Marras, l’altro acciaccato, che si accomoda inizialmente in panchina.
Corini ripropone la formula qualità proposta in Campania: Mercati e Mallamo duettano in regia, davanti Zennaro e Lamesta appoggiano Crespi. Sugli esterni giocano ancora De Maria e Armati, che ha una vocazione difensiva preferibile alle fiammate più imprudenti di Cisco in avvio di gara. Completano il quadro Silvestri e Balestrero, davanti a Gori.
Ancora Crespi
Il Rigamonti, stracolmo (oltre 15mila spettatori, sold out), arriva al punto di ebollizione dopo quarantadue secondi. Lo chef è ancora lui, Valerio Crespi. L’azione è talmente caotica che lascia inizialmente tutti attoniti: Zennaro va in pressione su Anastasio, che perde l’equilibrio (ma non per un fallo del centrocampista biancazzurro).
Il pallone lo raccoglie in consegna Lamesta, che crossa dal fondo. Golemic e Donnarumma convergono verso lo stesso punto. Solo che anziché allontanare il pallone si scontrano. Ne approfitta Crespi, che sulla linea di porta segna un gol molto più semplice della meraviglia dell’andata, ma ugualmente pesante. Chi ne paga il prezzo più pesante è Donnarumma, che esce per infortunio.
Dominio biancazzurro
Il Brescia banchetta per tutto il primo tempo. Non riesce a decelerare: il ritmo resta altissimo, e la Salernitana non sa come districarsi da questa gabbia. Si ripropone il tema di una concretezza sottoporta perfettibile. L’Union non costruisce occasioni particolarmente nitide, ma lascia sempre per strada un po’ di lucidità: quella che manca, ad esempio, a Lamesta (uno dei migliori) in una rifinitura su un contropiede poco prima dell’intervallo. L’unico pericolo generato dalla Salernitana è un tiro da fuori (episodico) di Anastasio: risposta incerta di Gori e anticipo salvifico di Silvestri su Lescano.
E alla fine arriva Vido
Nella ripresa la Salernitana ha un rigurgito d’orgoglio, ricaccia un po’ all’indietro il Brescia. Ma è una reazione che produce una sola occasione, quella in avvio per Inglese: colpo di testa da manuale e gran parata di Gori, che si salva con la complicità del palo. Il Brescia tiene botta, trascinato anche da uno straordinario Silvestri.
Nel finale c’è spazio anche per Vido, messo giù con una trattenuta in area: Poli lascia correre. Grossi dubbi. Ma lo stesso Vido toglie tutti dall’imbarazzo: contropiede allo scadere rifinito da Cisco e realizzato dall’ex Palermo. Il Brescia è in paradiso. Il 2 giugno la finale d’andata al Rigamonti: il sogno è più vivo che mai.




