Calcio

Il calcio si ferma per il Papa, per il Brescia c’è uno smacco in più

Il turno rinviato ieri verrà recuperato in coda al calendario: la regular season finirà il 13 maggio, falsando calcoli e prospettive
Rolando Maran, tecnico del Brescia - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it
Rolando Maran, tecnico del Brescia - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it
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Un allenamento, più che altro una sgambata, in sostituzione di quella che sarebbe dovuta essere la partita delle partite. Dalla tensione in vista di un big match decisivo, a una forma di rilassamento salvo poi, nel corso della giornata, tornare a irrigidirsi masticando amaro nella sensazione di essere rimasti in qualche modo smaccati e di vedersi esposti al rischio di un campionato dai parametri falsati. Come tutti, il Brescia, ha fatto di necessità virtù accettando – e considerandola corretta, non è questo il punto in discussione – la decisione delle istituzioni preposte di fermare il calcio (e tutte le attività sportive) in segno di lutto per la morte di Papa Francesco rispettando l’etichetta codificata 20 anni fa quando morì Papa Wojtyla.

L’allenamento

La notizia del rinvio delle gare della trentaquattresima di serie B era in qualche modo scontata e attesa nel quartier generale del Brescia sin dall’ora della diffusione della notizia della scomparsa del Papa, intorno a metà mattina. In quelle ore, il Brescia si trovava in ritiro al Brixia Hotel di Castenedolo dove la tensione in vista della sfida salvezza in agenda per le 15 stava man mano crescendo. Una volta ricevuta l’ufficialità del rinvio a data da destinarsi il Brescia ha rivisto i propri piani restando comunque a pranzo in ritiro, per poi recarsi a Torbole in allenamento e in attesa di notizie circa la riprogrammazione del turno.

Il consiglio

Il consiglio di Lega si è riunito nel pomeriggio di ieri e, come previsto, sono emersi malumori e mugugni assortiti. Toni alti, come facilmente immaginabile, ma decisione comunque rinviata all’assemblea alla quale spettava una decisione ai voti. Nemmeno presa in considerazione l’ipotesi di far scendere le squadre in campo già oggi, sostanzialmente il dibattito si è svolto tra chi (per la verità molto pochi e tra questi pochi il Brescia rappresentato dal dg Andrea Mastropasqua) spingeva per riprogrammare il campionato ripartendo dal turno rinviato facendo slittare i successivi e chi invece ha da subito sostenuto l’opportunità del rispettare il calendario e mettere in coda il turno rinviato. Ha prevalso la seconda linea: dunque, la trentaquattresima si recupererà martedì 13 maggio mentre resteranno invariate le partite programmate per il turno di venerdì, dell’1, del 4 e del 9 maggio. Nove maggio che non sarà dunque la data di chiusura della regular season che chiuderà appunto i battenti 5 giorni più tardi (di conseguenza slitteranno le date di play off e play out).

Motivi organizzativi

Ad avere la meglio sono state sostanzialmente questioni logistiche. Quelle di tutte le squadre che hanno già organizzato ritiri e trasferte e che ci rimetterebbero ulteriormente rispetto alle perdite dal punto di vista economico patite già ieri da alcuni club che erano a esempio impegnati in viaggi lunghi. Vale anche per le relative tifoserie che già per Pasquetta hanno visto andare a monte i piani. In tutto questo, pensando all’orticello biancazzurro, masticare amaro è il minimo. Perché è vero che nessuno può sapere in quale situazione di classifica e condizione sarà la Reggiana da qui al recupero. Ma lo stesso discorso vale per tutti, Brescia compreso. Brescia che ieri invece sapeva che la Reggiana aveva tre squalificati pesanti e almeno altre due assenze determinanti. Insomma: se sulla carta c’era un giorno adatto per affrontare gli emiliani, era proprio ieri.

Il calendario

Cistana dovrà scontare la squalifica contro il Pisa - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it
Cistana dovrà scontare la squalifica contro il Pisa - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it

Tra l’altro, un conto sarebbe stato affrontare il Pisa venerdì prossimo con i toscani magari con un piede e trequarti già in serie A, un conto è affrontare la corazzata di Inzaghi che non ha potuto provare a far bottino ieri. Tra l’altro, Cistana dovrà scontare la squalifica proprio il 25 aprile ed è difficile il recupero di Verreth. Senza contare che tra Reggiana e Pisa sarebbe stato un doppio turno casalingo consecutivo. Cambiano i ragionamenti, cambiano le prospettive, cambiano – tanto – le sfumature psicologiche che in un campionato così equilibrato, non è poco. Ma ciò che sarebbe (stato) giusto difficilmente di solito si sposa con ciò che è più pratico in presenza di un calendario di regular season che in serie B è sempre rigorosamente cervellotico. E, anche in assenza di accadimenti o intoppi, viene ogni volta da chiedersi perché. A maggior ragione dunque di fronte a una causa di forza maggiore ed eccezionale come la dipartita del Papa viene da porsi, una volta di più, quella che appunto è la solita domanda: ma come è possibile che un campionato tendenzialmente cadenzato con una gara a settimana, nel finale, dunque nella fase più delicata, diventi un concentrato di 5 turni in 18 giorni? E così, oltre a dover allungare la stagione, dovranno essere determinate anche nuove date di play off e play out. Ma tant’è. Inutile piangere sul latte che viene versato nelle stanze dei bottoni.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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