In un campionato surreale – mai così tante squadre a rischio e in pericolo –, in un ambiente surreale – con la scena dominata dalle aspettative sulla svolta societaria –, dopo una sconfitta surreale, il Brescia sfida il Cosenza – e principalmente se stesso – in uno scenario che sarà anch’esso surreale. Sarà infatti dentro un San Vito-Marulla semi deserto per via della protesta dei tifosi di casa contro la proprietà (tutto il mondo è paese), che è destinato ad andare in scena uno scontro diretto che è, oggettivamente, più… diretto per il Brescia che non per la squadra calabrese. Ultima e agonizzante. Ma che settimana scorsa è andata a tanto così – pochi secondi – da una vittoria col Frosinone che ne avrebbe rilanciato potentemente le possibilità di salvezza.
Riscatto
Se una speranza c’è ancora, il Cosenza se la gioca tutta quanta oggi. Bisognerà capire se e quanto il pareggio patito in extremis con i ciociari ha mentalmente influito sulla squadra e sulla sua capacità di mantenere vivo lo spirito di sopravvivenza. Ma fatti e numeri, per quanto la forza della disperazione possa smuovere mari e monti, dicono che oggi è il Brescia a giocarsi di più. Il Cosenza si gioca appunto una fiammella di speranza, le rondinelle la salvezza vera e propria. Non ci sono dubbi di sorta. Casomai, il vero dubbio – proprio come per i calabresi – è relativo alla capacità di assorbimento, di Maran e del gruppo, dell’incredibile ko contro il Mantova. Al netto della comprovata ingiustizia da Var, c’è stato da provare a lavar via, da parte di tutti, le responsabilità per non essere riusciti a portare a casa un pareggio che in un contesto di tale e tanto equilibrio, avrebbe fatto tutta la differenza di questo mondo. Inutile continuare a girare il coltello nella piaga: oggi c’è una nuova possibilità di riscatto.




