Calcio

Progetto Brescia, in quattro date si gioca il futuro targato Pasini

Iscrizione, Consiglio federale, stadio e cambio denominazione: il calendario delle scadenze che determineranno se sarà C o Eccellenza
Giuseppe Pasini - Foto New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it
Giuseppe Pasini - Foto New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it
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15, 24, 27 e 30. Se volete giocarli al lotto decidete voi su quale ruota, di sicuro per il Brescia sono numeri che valgono tantissimo, perché in palio c’è il futuro.

Il quadro

Andiamo con ordine: il 24 giugno, scade il termine per l’iscrizione ai campionati professionistici per le quattro formazioni più o meno impegnate nella coda della serie B (ovvero Brescia, Frosinone, Sampdoria e Salernitana). Venerdì 27 il Consiglio Federale si esprimerà riguardo la validità o meno delle richieste presentate (dopo esame da parte della Covisoc), quindi stabilire chi è dentro e chi è fuori. Entrando poi nello specifico solo del Brescia, il 30 giugno scadranno i termini per la risposta alla diffida presentata dal Comune a Massimo Cellino relativamente al mancato pagamento delle mensilità per l’uso dello stadio Rigamonti. Il 15 luglio infine è il termine ultimo (ma sarebbe meglio evitare il filo di lana...) perché venga messo a terra il «Progetto Brescia» targato Beppe Pasini.

Da lì in poi insomma si saprà se il prossimo campionato sarà la serie C o l’Eccellenza. Il tutto, avendo sullo sfondo le possibili mosse di Cellino, sia nei confronti della Figc sia nei tribunali non sportivi. Insomma, l’estate calda prospettata dal pomeriggio del 18 maggio, quando è scoppiato il bubbone, si sta palesando con «temperature» destinate a salire col passare dei giorni.

Mosse

Entro il 24 giugno l’imprenditore sardo dovrà formalizzare l’iscrizione del suo Brescia al prossimo campionato di C. Una mossa più politica che sportiva, impossibile immaginare come la Covisoc possa accendere il semaforo verde.

Ma il primo step per pensare al nuovo Brescia passa da lì e soprattutto dal Consiglio federale di venerdì 27, che salvo clamorose sorprese al momento inimmaginabili dirà che il Brescia attuale non ha le carte in regola per partecipare ad un campionato professionistico. E in quel momento, se verrà messa una pietra su 114 anni di storia (e fa male, malissimo, mai dimenticarlo), simultaneamente si potrebbe posare il primo mattone della nuova costruzione biancazzurra.

Il Rigamonti

C’è poi il passaggio di fine mese: entro il 30 giugno Massimo Cellino ha tempo per rispondere alla diffida presentata dal Comune relativamente al mancato pagamento di mensilità per l’uso dello stadio Rigamonti. Altro snodo fondamentale da cui transita il futuro. Perché solo a quel punto si potrà parlare chiaramente di utilizzo dell’impianto per la nuova realtà, con la possibilità di un contratto di affitto per un anno, avendo quindi tempo per disegnare gli scenari successivi. Quelli che vanno messi a terra entro il 15 luglio, perché oltre quella data non si può davvero andare, essendo il termine ultimo per presentare il cambio di sede e denominazione di una società (FeralpiSalò-Brescia). Ecco perché Beppe Pasini deve sì aspettare alcuni passaggi inevitabili, ma allo stesso tempo sa che ogni giorno deve compiere un passo in più se davvero si vuole arrivare ad una soluzione del caso.

Rete

In settimana quindi proseguirà gli incontri con gli imprenditori bresciani per capire se ci sono vere e reali disponibilità ad essere della partita, illustrando ovviamente il progetto che ha in mente. Ma in calendario c’è anche un colloquio con il direttore sportivo dell’attuale FeralpiSalò Andrea Ferretti, il quale ovviamente non può aspettare fino a metà luglio per dare vita almeno ad alcune mosse di mercato. Insomma, si va verso una settimana in cui il motore Brescia è destinato ad alzare i giri, perché di tempo ce n’è. Ma non tantissimo.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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