Calcio

Paolo Musso crede nell’Ospitaletto: «Ragazzi pronti a dare il 120%»

Francesco Venturini
L’emozione verso l’esordio ufficiale domenica contro il Lecco: «Ho voglia che arrivi questo giorno anche per capire se le buone indicazioni del precampionato troveranno conferma» ha dichiarato il direttore sportivo
Paolo Musso insieme a Quaresmini e Tajini - Foto New Reporter Papetti © www.giornaledibrescia.it
Paolo Musso insieme a Quaresmini e Tajini - Foto New Reporter Papetti © www.giornaledibrescia.it
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«Quel giorno sarò emozionato. Sono uno che vive di emozioni: magari, in disparte, una lacrima scapperà». Al momento del sorteggio di Coppa Italia, Paolo Musso aveva già immaginato cosa avrebbe provato. Ora quel giorno è vicino: domenica l’Ospitaletto farà il suo esordio ufficiale contro il Lecco e il direttore sportivo è pronto a viverlo fino in fondo.

«Non sono un amante delle amichevoli. Servono, ma non ti danno quella scarica di tensione, quella stretta allo stomaco che regala una gara ufficiale. Sono contento di tornare a competere per qualcosa. Ho voglia che arrivi domenica anche per capire se le buone indicazioni del precampionato troveranno conferma».

Venite da 4 test più che positivi. C’è qualcosa che l’ha colpita in particolare?

«Che i ragazzi hanno capito fin da subito cosa la società si aspettava. Già in fase di trattative avevamo chiesto di immergersi in quella che sarà una grande sfida: dare il 120%, perché il 100% non basterà. E mi sembra che abbiano recepito bene il concetto. La compattezza, la sostanza e la capacità di soffrire dovranno essere il nostro marchio di fabbrica. Ma questa squadra ha anche tanta qualità, ne sono certo, e ora dovremo dimostrarlo».

Countdown anche verso la fine del mercato. Possiamo aspettarci un colpo a sorpresa sul gong?

«Siamo in 22, abbiamo ancora uno slot libero e voglio tenerlo fino al momento giusto. A logica l’ultimo innesto dovrebbe essere un quarto centrale di difesa. Ma aspettiamo».

Anche perché in quel ruolo avete appena preso Sina...

«È un giocatore che cercavo da tempo. Un 2007 che non ho preso a caso. Anzi, domenica potrebbe già essere il suo turno vista la squalifica di Nessi. Con Possenti e Nessi potrà crescere, credo molto in lui».

Il vostro mercato è stato caratterizzato dalla linea verde. Pensa che potrà bastare?

«Tutti gli acquisti sono stati ponderati. Non abbiamo inserito giovani solo per fare numero. La carta d’identità dice che sono ragazzi, ma faccio fatica a considerare Guarneri, Gualandris, Sinn o Regazzetti come tali, hanno già campionati con i grandi alle spalle».

E poi c’è Quaresmini in panchina...

«Che tanti dicevano non sfruttasse troppo i giovani. Adesso non potrà sottrarsi...».

È questa la squadra che immaginava?

«Mi piace osservare gli altri direttori. Ammiro molto Botturi: quando andò a Mantova disse che fare mercato era come dipingere la squadra su una tela immaginaria. Io ho fatto lo stesso. Inoltre, mi sono ispirato a mio padre, che mi ha sempre insegnato a scegliere prima l’uomo, poi il giocatore. Per questo lo ringrazierò sempre. In passato non avrei fatto certe scelte, oggi sì. Volevo questo gruppo, volevo la coppia Gobbi-Bertoli che sapevo potesse funzionare, volevo due esterni di gamba, oltre a Nessi e Possenti dietro. Quello che ho visto nel precampionato non mi ha sorpreso».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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