Maifredi: «Il flop della Juventus? Non erano focalizzati sulla gara»

L’ex allenatore sui bianconeri, che rischiano di rimanere fuori dalla Champions League: «Anche Spalletti ha colpe»
Fabio Tonesi

Fabio Tonesi

Giornalista

Gigi Maifredi, 79 anni, ha allenato anche la Juventus in passato - Foto New Reporter Papetti © www.giornaledibrescia.it
Gigi Maifredi, 79 anni, ha allenato anche la Juventus in passato - Foto New Reporter Papetti © www.giornaledibrescia.it

Per i verdetti definitivi della corsa Champions, in serie A bisogna aspettare fino a domenica sera. «Ma le cose sono decretate: ci vanno Milan e Roma, alla Juve resta l’Europa League come al Como», ammonisce Gigi Maifredi, che la Vecchia Signora l’ha allenata ed è convinto che l’epilogo stagionale sia non solo deludente, ma anche foriero magari di decisioni forti.

Valutazione

«Ritengo che la Juventus sia una squadra forte, che poi non abbia reso è un’altra cosa - dice l’uomo di Lograto -. Presa giocatore per giocatore è forte, ma ha sbagliato l’annata. Dentro ci va tutto, anche la sfortuna, visto che ne ha avuto più jella che buona sorte: penso al gol annullato domenica a McKennie. Non credo sia giusto, sarebbe cambiato tutto».

I giocatori della Juve a capo chino dopo la pesante sconfitta con la Fiorentina - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
I giocatori della Juve a capo chino dopo la pesante sconfitta con la Fiorentina - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Alla fine però allo Stadium è stato 0-2 per mano di una Fiorentina già salva, con sorpasso incassato in zona Champions da Milan e Roma a 90 minuti dal termine del campionato. Un verdetto - se fosse confermato - amarissimo. Eppure i bianconeri, numeri alla mano, sono secondi per numeri di punti raccolti da quando c’è Spalletti, 28 partite. È tutto da buttare?

«Con una squadra del genere la Juventus avrebbe dovuto essere più vicina all’Inter - continua Maifredi -. E in una condizione di svantaggio, come domenica, avrebbe dovuto ribaltare il risultato. Ci sono stati problemi di personalità e anche di Spalletti, l’ha detto lui stesso. Ho visto anche quando è uscito Kelly, si vedeva che il rapporto giocatore-allenatore non è idilliaco e questo è un po’ la fotografia della Juve attuale. Anche la formazione di domenica lascia il tempo che trova: personalmente a Thuram non rinuncerei mai, nelle ultime partite però ci sta dare dei contentini, tipo a Koopmeiners, che non si è mai lamentato».

E allora quale è stato il problema? «Che è mancata la collocazione giusta della partita, come con il Verona. Non erano sintonizzati sul match. Hanno pensato che era alla portata e che sarebbero andati in Champions, invece non è così. Mancata la benzina? Per queste gare non serve, si vive della voglia naturale di raggiungere l’obiettivo».

Le altre in corsa

Così ora le favorite sono Milan (domenica a San Siro col Cagliari) e Roma (a Verona, mentre la Signora ha il derby). Cosa hanno avuto di più in questo frangente? «La Roma ha fatto bingo quando si è liberata di Ranieri, che non era un aiuto bensì una Spada di Damocle per l’allenatore. E il resto l’ha fatto trovando un giocatore come Malen che per il campionato italiano è un lusso. Il Milan avrebbe dovuto sicuramente fare di più, ma in queste ultime due partite, sapendo di avere il destino nelle proprie mani ha trovato coesione e unità d’intenti. Questo l’ha portato a vincere a Genova e credo farà lo stesso col Cagliari».

Missione compiuta per il Napoli, ma Conte rimarrà? «Non credo – conclude Gigi Maifredi – e penso che lui ambisca alla panchina della Juventus. Al di là che Spalletti sia stato rincofermato, la mancata qualificazione in Champions può avere ripercussioni. Conte vive a Torino e ha la Juventus nel cuore, ha voglia di rivincita e la vuole mostrare con la Juve. Se poi non ci fosse la possibilità potrebbe ripiegare sulla Nazionale, ma non è la priorità».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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