«Il regime corrotto che governa gli Stati Uniti ha assassinato il nostro leader, noi non possiamo in nessun modo prendere parte alla prossima Coppa del Mondo». Con queste parole il ministro dello sport iraniano Ahmad Donyamali ha confermato che l’Iran non parteciperà ai Mondiali di quest’estate, in programma tra Stati Uniti, Messico e Canada.
Una decisione che ha riaperto l’eterna diatriba tra chi pensa che il calcio e la politica (e in questo caso la guerra) dovrebbero rimanere due campi ben separati, e chi crede che lo sport non può far finta di ciò che sta accadendo nel mondo.



