Calcio

Inter, senti Altobelli: «Il Psg deve temerti, sarà finale alla pari»

L’ex nerazzurro rivive la sfida con il Barcellona: «È stata magica, uno spot per il calcio mondiale. Rispetto a Istanbul i nerazzurri sono più consapevoli»
Alessandro Altobelli, ex attaccante di Inter e Brescia - Foto Marco Luzzani © www.giornaledibrescia.it
Alessandro Altobelli, ex attaccante di Inter e Brescia - Foto Marco Luzzani © www.giornaledibrescia.it
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Letteratura ed epica. Inter-Barcellona è già storia. Spillo Altobelli, nerazzurro doc, l’ha vissuta con il cuore in gola per centoventi minuti: «Dal mio divano, chiaramente. Non ho pensato nemmeno per un istante di andare a San Siro. Serate così preferisco vivermele a casa, tranquillo». Il suo buen retiro bresciano è stato scosso dal ritmo vorticoso di emozioni di «una partita magica, eccezionale». Il sogno Champions dei nerazzurri, ora, passa dalla finale con il Paris Saint-Germain del prossimo 31 maggio: «I francesi dovranno stare attenti, l’Inter ha dimostrato ancora una volta di essere fortissima».

Altobelli, reputa quella del Meazza una delle migliori sfide di sempre?

«Assolutamente. Si può paragonare a Italia-Germania 4-3 di Messico ’70. Ma poi parliamo di due squadre che tra andata e ritorno sono state capaci di segnare tredici gol, davvero incredibile. È stato uno spot per il calcio mondiale. Noi italiani a volte non ci rendiamo conto della forza e delle qualità che abbiamo».

Da ex attaccante, come descrive l’impresa di Lautaro? Sei giorni per rientrare dall’infortunio, un gol e un rigore conquistato.

«Voleva giocare a tutti i costi, la presenza di un capitano così è fondamentale. Magari non era al cento per cento, ma per quello che trasmette ai compagni è stato davvero importante».

La gioia di Lautaro Martinez dopo il fischio finale - Foto Ansa/Daniel Dal Zennaro © www.giornaledibrescia.it
La gioia di Lautaro Martinez dopo il fischio finale - Foto Ansa/Daniel Dal Zennaro © www.giornaledibrescia.it

Sulla sponda blaugrana, invece, ha brillato la stella Yamal.

«Un giocatore fuori dal comune, è stato l’unico a mettere davvero in difficoltà i nerazzurri. Vederlo all’opera è un piacere per gli occhi, cerca sempre l’uno contro uno. A quell’età nemmeno Maradona, Platini o Zico erano così forti. Oggi è tra i migliori al mondo, può ambire a diventare uno dei più forti della storia».

L’Inter, con il quattordicesimo fatturato d’Europa, ha centrato la seconda finale in tre anni. Quanti meriti dà a Inzaghi?

«Li do anzitutto ai dirigenti, Marotta e Ausilio, che l’hanno scelto quattro anni fa. Sono stati fenomenali. A Milano Simone è diventato un allenatore moderno, una spanna sopra tutti gli altri».

L’ultimo ostacolo è il Paris Saint-Germain. Chi parte favorito a Monaco?

«Conosco perfettamente il presidente Al-Khelaifi, ha investito molto e vuole vincere la Champions a tutti i costi. Si gioca alla pari, cinquanta e cinquanta. È una gara secca, non bisognerà sbagliare nulla».

Inzaghi festeggia con Acerbi, l'autore del 3-3 con i blaugrana - Foto Ansa/Daniel Dal Zennaro © www.giornaledibrescia.it
Inzaghi festeggia con Acerbi, l'autore del 3-3 con i blaugrana - Foto Ansa/Daniel Dal Zennaro © www.giornaledibrescia.it

In cosa è migliorata l’Inter rispetto alla finale di due anni fa con il Manchester City?

«Ricordo che a Istanbul Lukaku “parò” il tiro di un compagno (ride, ndr). Scherzi a parte, anche in quel caso i nerazzurri se la giocarono alla grande. Oggi sono più consapevoli. Hanno fatto fuori Bayern Monaco e Barcellona. L’Inter non deve temere il Psg. Semmai è il contrario».

Ha intenzione di andare in Baviera il 31, o la seguirà ancora dal divano?

«Ci sto pensando, ma come le ho detto me la godo di più a casa. Martedì sera da me c’era un baccano incredibile: strillavano tutti, moglie e figli compresi. Siamo tutti interisti, ma una serata così non l’avevamo mai vissuta».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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