Nessuna nuova e nessuna buona nuova particolare per il Brescia. Il che non vuol dire che si intacchi la sostanza di un traguardo ormai solo da festeggiare visto che la banda con la «V» viaggia a vele spiegate nel mare della riammissione in serie B: non ci sono più ostacoli. Casomai ora resta da combattere una battaglia «residuale»: quella sulle tempistiche della riammissione. E in questo caso, nessuna nuova fa rima con non buona nuova. Perché all’orizzonte non c’è un anticipo dell’udienza del Consiglio di Stato - ultimo grado di giudizio extra sportivo - con quel che ne consegue: ovvero il rischio concreto di arrivare a saltare, per poi doverlo recuperare sotto forma di 4 turni, un mese di campionato. Il Brescia, mentalmente, è già pronto a questa eventualità.
Il punto
Ieri a Roma si è tenuto il Consiglio Federale che tuttavia non si è soffermato più di tanto sul capitolo serie B già ampiamente sviscerato negli scorsi giorni da tutti i protagonisti del caso con le idee chiare. Quelle della Lega B decisa a iniziare il campionato tra due settimane a costo di farlo con X e Y, quelle del presidente della Figc Gravina (che ha nelle scorse ore ribadito di voler mettere mano al sistema di riammissioni e ripescaggi e di voler anticipare al 30 aprile i termini per le iscrizioni ai campionati) decisissimo ad attendere la conclusione dell’iter giudiziario prima di procedere alle riammissioni. Il tutto per mettersi al riparo dalla sorpresa di ritrovarsi con un format cambiato per ordine di un giudice. E siccome di mezzo ormai ci sono i tribunali statali (compreso quello di Reggio Calabria che ha dato il via libera al piano di ristrutturazione del debito della Reggina), ieri il Consiglio Federale non ha preso minimamente in considerazione l’ipotesi di forzare i tempi di riammissione del Brescia.




