Il Brescia sbarca in città e cerca da Ndoj conferme di vero «riavvio»

È l’ora del rientro: scatta l’appello in città e, l’auspicio di Pep Clotet è che alla chiamata in pianura tutti quanti rispondano non solo con il corpo, ma anche con la mente esattamente come è stato durante il ritiro di Ronzone per un lavoro che, riscontri dei dati fisici alla mano al di là della percezione già di per se molto buona, è risultato estremamente soddisfacente.
Il che ancora non dice assolutamente nulla su quello che sarà il grado di competività di una squadra che ancora va assaggiata per bene sul campo: i primi test in altura hanno raccontato qualcosa su attitudine del gruppo, spirito di squadra che si sta costruendo, spunti tecnici dei singoli, concetti di gioco. Ma serve mettersi alla prova con avversari credibili e il trittico, da sabato a sabato, Samp-Mantova-Lecco, consentirà di farsi una prima idea a 360°.
Ma, appunto, le basi poste consentono di approcciare la quotidianità - oggi pomeriggio il ritrovo a Torbole Casaglia - e affrontare gli step con un buono stato d’animo, rinfrancato anche da alcune attesissime prime risposte.
E da questo punto di vista, tra chi ha chiuso le prime due settimane di lavoro meritandosi apprezzamento, c’è Emanuele Ndoj.
Dimostrazione
Il quale ha dato segnali importanti dimostrando di aver colto in pieno il messaggio: quella che gli ha offerto il Brescia, è una scialuppa di salvataggio sulla quale è stato opportuno salire per evitare il rischio di una deriva di carriera dopo un lungo perido molto delicato, sul fronte umano, vissuto da «Manu» che nemmeno durante la parentesi di Cosenza, dove pure era stato preso sotto l’ala di Bisoli e del diesse Goretti, ha trovato pace.
Con l’aiuto preziosissimo di alcuni suoi cari amici bresciani, con il sostegno di Andrea Cistana la cui famiglia ha spesso accolto Ndoj, dopo un percorso estivo personalizzato svolto a Rimini e attraverso il supporto di nuovo agente (il centrocampista è entrato nella scuderia di Davide Lippi) che lo segue passo passo marcandolo quasi a uomo, il ragazzo ha impattato nel modo giusto: perfettamente sintonizzato, sia a livello di condzione atletica che mentale, sulle lunghezze del Brescia e di Clotet. Che come tutti quanti pensa che se Manu riuscirà ad essere continuo nel suo atteggiamento e a non ricadere in momenti di sconforto personale, sarà il «colpo». Chi può mettere in dubbio le potenzialità di Ndoj, mezz’ala come nessuno?
Ma serve un completamento - e al primo posto c’è comunque il ragazzo - da un punto di vista umano. Gli stimoli per scuotersi in maniera definitiva e rimanere «sul pezzo» nel lungo periodo, a Ndoj non mancano. Persino da un punto di vista economico: ha accettato di ricominciare dal minimo federale e se però riuscirà a dimostrare qualcosa di concreto, avrà dei bonus. Avrà un premio anche se conseguirà la patente: sembra una banalità, da niente.
Ma se Ndoj riuscirà a superare questo scoglio mentale, sarà un segnale molto importante e per questo da incoraggiare. C’è un appello definitivo al quale rispondere: presente!
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